A Francavilla al Mare la XIII edizione del Premio Nazionale sul Reportage di Guerra ‘Antonio Russo’
Sabato 24 ottobre all'Auditorium Sirena una giornata dedicata alla memoria, alla libertà di informazione e al coraggio dei reporter di guerra

Francavilla al Mare. Raccontare la guerra significa dare voce a chi non ne ha, documentare ciò che accade oltre le linee del fronte e difendere il diritto di conoscere la verità, anche nei contesti più difficili e pericolosi. È questo lo spirito che anima il Premio Nazionale sul Reportage di Guerra “Antonio Russo”, giunto alla sua XIII edizione, in programma sabato 24 ottobre 2026 all’Auditorium Sirena di Francavilla al Mare (CH). Dedicato dalla Fondazione Antonio Russo alla memoria del giornalista di Radio Radicale ucciso in Georgia nell’ottobre del 2000 mentre documentava il conflitto nel Caucaso, il Premio torna a riunire giornalisti, inviati di guerra, fotoreporter, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo culturale per una giornata che intreccia informazione, memoria, formazione e spettacolo, nel segno dell’impegno civile e della libertà di stampa. L’evento si svolge con l’alto patrocinio della Regione Abruzzo, il patrocinio del Comune di Francavilla al Mare e dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, e il sostegno degli sponsor Angelo De Cesaris Costruzione e Ambiente, Rapino Strade e Ambiente. Completano la rete dei partner Lupo Gioielli e Spray Records, in qualità di partner tecnici, e Il Centro e Rete8 come media partner.
«Ci sono storie che il tempo non cancella, perché continuano a parlarci di coraggio, di libertà e di impegno nella ricerca della verità. Quella di Antonio Russo è una di queste. A 26 anni dalla sua tragica morte, ricordarlo significa riaffermare il valore di un’informazione libera e indipendente, che rappresenta uno dei pilastri fondamentali della democrazia. La libertà di stampa non è soltanto un diritto di chi fa informazione, ma una garanzia per tutti i cittadini, perché senza la possibilità di conoscere i fatti, ascoltare voci diverse e comprendere ciò che accade nel mondo non può esserci piena consapevolezza. Un messaggio che vogliamo trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, anche attraverso il progetto che coinvolgerà il Liceo Scientifico, perché comprendano quanto sia prezioso il diritto a essere informati e quanto sia importante difenderlo. La memoria di Antonio ci ricorda che la verità ha bisogno di voci libere e che proteggerle è una responsabilità di tutti noi», ha detto la Sindaca Luisa Russo.
Il giornalismo in prima linea: il corso di formazione
La giornata prenderà il via alle ore 14.30 con il corso di formazione continua per giornalisti, promosso dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, dal titolo “Un mondo di conflitti: il ruolo dei giornalisti in prima linea”. Interverranno Andrea Mori, consigliere segretario dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo; Gabriella Simoni, giornalista e inviata di guerra del TG5; Fausto Biloslavo, inviato di guerra de Il Giornale; Emanuele Satolli, fotoreporter di guerra freelance e collaboratore di testate internazionali; Eric Salerno, giornalista, scrittore e storico inviato speciale de Il Messaggero. A moderare l’incontro sarà Jacopo Ottenga, giornalista e scrittore. «L’Ordine regionale dei giornalisti – spiega Andrea Mori – è al fianco ancora una volta del Premio Russo per ribadire l’importanza del ruolo svolto dalla categoria nel contesto sociale e globale. Lo fa abbinandoci anche un corso di formazione professionale con il quale, prendendo spunto dalla figura di Antonio Russo, vuole ragionare intorno a quel concetto di “prima linea” di cui oggi più che mai si sente parlare in ogni scenario, da quello internazionale a quello più strettamente locale. Un concetto quanto mai d’attualità e che puntuale torna a far leva su quegli elementi cardine di credibilità, autorevolezza e sobrietà della nostra professione. Ecco, il Premio Russo ci dà l’occasione per ricordare che dietro a ogni conflitto nel mondo, anche il più piccolo, c’è sempre un giornalista che fa il suo lavoro, spesso lottando. Proprio come Antonio».
Il Premio Antonio Russo 2026: i protagonisti e i riconoscimenti
Alle ore 17.00 si aprirà ufficialmente la XIII edizione del Premio con i saluti istituzionali della sindaca di Francavilla al Mare Luisa Russo e di Andrea Mori, consigliere segretario dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. A seguire, Gabriella Simoni interverrà in rappresentanza della storica giuria del Premio composta da quest’ultima e da Toni Capuozzo, Fausto Biloslavo, Guido Alferj e Stefano Schirato. Dalle ore 17.30, spazio alla cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori delle quattro sezioni: Televisione, Carta stampata, Fotografia e Carriera. A ricevere i riconoscimenti dell’edizione 2026 saranno:
TELEVISIONE – Lodovica Bulian
Giornalista e inviata di Quarta Repubblica, programma di Rete 4, si occupa di giornalismo d’inchiesta, cronaca giudiziaria e politica, in Italia e all’estero. Collabora con Il Giornale ed è autrice, insieme a Giuseppe Guastella, del libro Il peccato di Eva, dedicato all’inchiesta Qatargate.
CARTA STAMPATA – Greta Privitera
Giornalista del Corriere della Sera, si occupa di politica internazionale, conflitti, diritti umani e condizione femminile. Ha raccontato le vicende dell’Iran e del Medio Oriente attraverso reportage e interviste, dedicando particolare attenzione alle storie delle donne e alla difesa delle libertà fondamentali.
FOTOGRAFIA – Emanuele Satolli
Fotoreporter di guerra freelance, collabora con importanti testate internazionali, tra cui TIME e The Wall Street Journal. Ha documentato alcuni dei principali conflitti contemporanei, dall’Ucraina a Gaza, dall’Iraq alla Siria, raccontando attraverso le immagini le conseguenze della guerra sulle popolazioni civili.
PREMIO ALLA CARRIERA – Eric Salerno
Giornalista, scrittore e storico inviato speciale de Il Messaggero, per quasi trent’anni corrispondente da Gerusalemme. Esperto di Medio Oriente e Africa, ha raccontato le grandi crisi internazionali e approfondito la storia dei conflitti attraverso reportage, inchieste e numerosi saggi.
Quattro protagonisti dell’informazione, con percorsi ed esperienze differenti, accomunati dall’impegno nel racconto dei conflitti e delle grandi questioni internazionali. La cerimonia sarà condotta dal giornalista Luca Telese, direttore de Il Centro, e dall’attrice e conduttrice Alessandra Relmi.
«Siamo alla XIII edizione di questo Premio – dichiara Michele Russo, presidente della Fondazione Antonio Russo – e alla fine di ogni edizione ci chiediamo di cosa parleremo l’anno prossimo e, purtroppo, ci ritroviamo sempre ad avere difficoltà a scegliere tra i moltissimi teatri di guerra che, anziché diminuire aumentano e diventano più cruenti. Noi continuiamo ad organizzare questo evento con l’intento di premiare chi, con passione, grande professionalità ed encomiabile coraggio ci fa conoscere verità utili alla maturazione delle nostre coscienze e alla formazione di un giudizio basato su elementi solidi e scevri da ideologia».
Teatro, musica e memoria: “Le stanze della pace” con Marco Bocci
Ad arricchire la cerimonia sarà il contributo del direttore artistico Davide Cavuti, con la partecipazione straordinaria dell’attore Marco Bocci, affiancato da Libera Candida D’Aurelio alla voce e Martin Diaz alla chitarra. «All’interno di questa edizione del Premio Antonio Russo – spiega il maestro Cavuti – ricorderemo le vittime della tragedia di Marcinelle, nel settantesimo anniversario del disastro di Bois du Cazier, grazie all’interpretazione di Marco Bocci. L’attore sarà protagonista, inoltre, del recital “Le stanze della Pace”, che ho ideato appositamente per l’evento. È un percorso musicale e teatrale nel tempo e nello spazio che racconta alcune pagine torbide della storia della nostra società, provando a dischiudere nuove prospettive e a far affiorare la verità dei fatti e della storia che abbiamo alle nostre spalle. Due momenti artistici che invitano a riflettere sulla dignità umana e sulla necessità di non dimenticare».
Gli interventi conclusivi
Alle ore 19.00 sono previsti gli interventi conclusivi di Cristina Rapino, assessora alla Cultura del Comune di Francavilla al Mare; Michele Russo, presidente della Fondazione Antonio Russo; e Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo.
«Il Premio Antonio Russo rappresenta per la nostra città un appuntamento di grande valore culturale e civile, che non solo mantiene viva la memoria di Antonio, ma ci invita anche a riflettere su temi di grande attualità. Quest’anno, la presenza del teatro e della musica accanto al giornalismo offre un’ulteriore occasione per raccontare le conseguenze dei conflitti, riflettere sulla dignità umana e promuovere una cultura della pace. Un aspetto a cui teniamo particolarmente è il coinvolgimento delle scuole, perché crediamo che sia importante avvicinare i giovani a queste tematiche, offrendo loro occasioni di confronto che li aiutino a sviluppare un pensiero critico e una maggiore consapevolezza di ciò che accade nel mondo. È anche attraverso iniziative come questa che la memoria di Antonio Russo continua a vivere, diventando un’opportunità di crescita e di riflessione per le nuove generazioni», ha dichiarato l’Assessora alla Cultura Cristina Rapino.



