
Abruzzo. Dalla storica promozione della Rosetana tra i professionisti alle grandi stagioni di Teramo e Giulianova, passando per Pineto, Santegidiese, Notaresco e le società scomparse dei piccoli centri abruzzesi.
Una mappa digitale gratuita, ideata dall’ingegnere e giornalista Francesco Ippolito, permette di riscoprire le trasformazioni del calcio nella provincia di Teramo e nell’intera Italia, attraverso un archivio di oltre millecinquecento società.
Nel 2003, sul campo del Tolentino, la Rosetana stava per scrivere una delle pagine più importanti della propria storia. Alla squadra di Roseto degli Abruzzi serviva un risultato utile per conquistare la promozione in Serie C2, ma il traguardo sembrava allontanarsi. A tempo praticamente scaduto arrivò invece il gol del 2-2, quello che consentì ai biancazzurri di raggiungere per la prima volta il calcio professionistico.
Per una città conosciuta soprattutto per la sua grande tradizione cestistica, fu una conquista straordinaria. La Rosetana, fondata nel 1924, aveva già attraversato decenni di campionati interregionali, retrocessioni e risalite. Adesso avrebbe affrontato società di ben altra tradizione, rappresentando Roseto nella quarta categoria del calcio italiano.
L’avventura professionistica durò soltanto due stagioni. Nel 2003-2004 arrivò la salvezza attraverso i play-out, mentre l’anno successivo la squadra concluse al decimo posto. Non furono i risultati sul campo a interrompere quell’esperienza, ma le difficoltà economiche e amministrative che nell’estate del 2005 determinarono la mancata riammissione alla Serie C2.
Una storia che, a distanza di oltre vent’anni, merita di essere ricordata. Non soltanto per i risultati ottenuti, ma perché racconta quanto sia sottile, nel calcio di provincia, il confine tra un’impresa sportiva e la scomparsa di una realtà costruita attraverso generazioni.
Ed è proprio a queste storie che vuole restituire spazio l’Atlante Storico del Calcio Italiano, il progetto digitale indipendente realizzato da Francesco Ippolito, ingegnere civile e giornalista foggiano, che ha ricostruito la geografia di quasi un secolo di campionati italiani.
Una provincia, tante capitali del pallone: dal Fadini al Bonolis
La storia della Rosetana non è un episodio isolato. La provincia di Teramo rappresenta uno dei territori più interessanti del calcio abruzzese, grazie alla presenza di ben quindici società capaci di attraversare a lungo le categorie professionistiche.
Il Teramo è naturalmente una delle protagoniste principali. La tradizione biancorossa, fatta risalire al 1913, ha conosciuto decenni di Serie C e Serie C2, promozioni, retrocessioni e successive rifondazioni.
Ma la pagina più particolare della sua storia rimane quella del 2015.
Il 2 maggio, battendo il Savona per 2-0, il Teramo conquistò sul campo la prima promozione in Serie B della propria storia. La festa coinvolse un’intera città, convinta di poter finalmente vedere i propri colori nel campionato cadetto.
Quell’estate, però, il risultato venne travolto dall’inchiesta sportiva relativa alla partita contro il Savona. La giustizia federale revocò il titolo sportivo acquisito e il diritto di partecipare alla Serie B, assegnato all’Ascoli. Il Teramo rimase così in Lega Pro, senza avere mai potuto disputare il campionato conquistato sul terreno di gioco.
A pochi chilometri di distanza si sviluppa invece la storia del Giulianova, un’altra delle grandi protagoniste del calcio provinciale.
La società giallorossa ha attraversato numerosi campionati di Serie C, C1 e C2, dando vita a una delle rivalità più sentite dell’Abruzzo proprio con il Teramo.
La sfida tra le due città non è stata soltanto una questione di risultati. Per decenni ha rappresentato un appuntamento capace di coinvolgere intere comunità, riempiendo gli spalti del Fadini e degli impianti teramani, con una storia che comprende anche spareggi, promozioni e sfide decisive per la permanenza nelle categorie nazionali.
Dai piccoli centri alla Serie C: il caso Pineto
Se la Rosetana rappresenta una delle imprese del passato, il Pineto racconta un’altra possibilità offerta dal calcio di provincia.
Nel 2023 il club biancazzurro conquistò per la prima volta la promozione in Serie C, dopo una lunga esperienza nei campionati dilettantistici nazionali.
Una società nata in un centro relativamente piccolo, affacciato sull’Adriatico, riusciva così a raggiungere il professionismo, contribuendo ad arricchire una provincia che aveva già espresso Teramo, Giulianova e Rosetana.
Eppure, osservando la storia calcistica del territorio, emergono anche altre realtà che meriterebbero maggiore attenzione.
A Sant’Egidio alla Vibrata, la Santegidiese ha costruito una tradizione di ventiquattro partecipazioni alla Serie D, un risultato significativo per un comune della Val Vibrata.
A Tortoreto, la squadra cittadina è arrivata a disputare otto campionati nazionali, mentre Nereto e Mosciano Sant’Angelo figurano entrambi con sei presenze.
Nel territorio del capoluogo emerge anche il San Nicolò, legato alla frazione di San Nicolò a Tordino, mentre a Notaresco si è sviluppata un’altra importante esperienza nel calcio dilettantistico nazionale.
Ci sono poi società che hanno avuto una presenza molto più breve, come il Castelnuovo Vomano, frazione di Castellalto, capace di disputare due stagioni in Serie D, o l’Interamnia Teramo, formazione storica che compare con una sola partecipazione nazionale, così come il Cologna Paese, compagine dell’omonima frazione di Roseto degli Abruzzi che nel 2007-2008 disputò un campionato di D.
Sono storie che raramente trovano spazio nel racconto del calcio italiano, ma che restituiscono la misura della diffusione dello sport nei piccoli centri abruzzesi.
La passione per il calcio diventa anche passione per la geografia e per la storia
A collegare queste vicende è un progetto che non nasce soltanto dall’interesse per i risultati sportivi.
L’Atlante Storico del Calcio Italiano è stato infatti ideato da Francesco Ippolito, ingegnere strutturista, giornalista e autore di pubblicazioni calcistiche, con l’obiettivo di unire tre passioni, il calcio, la storia e la geografia: «Ho sempre vissuto il calcio come qualcosa che va ben oltre i novanta minuti di una partita. Mi affascinano la storia delle società, i cambiamenti delle città, le rivalità, i colori e soprattutto la geografia del nostro Paese. Mi sono spesso chiesto come sarebbe stata una mappa dell’Italia calcistica negli anni Cinquanta, negli anni Settanta o negli anni Novanta: quali squadre esistevano, quali città rappresentavano e quante di quelle realtà fossero oggi scomparse. Da questa curiosità è nata l’idea dell’Atlante Storico del Calcio Italiano. Il mio obiettivo è conservare e rendere accessibile un patrimonio storico e sportivo che appartiene a tutti, non soltanto ai tifosi delle grandi squadre, ma anche a chi ricorda con orgoglio una piccola società del proprio paese», spiega l’ingegnere Ippolito.
La piattaforma raccoglie oltre millecinquecento società di tutta Italia, dalle protagoniste della Serie A come Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina e Bologna fino alle centinaia di club provinciali che hanno preso parte almeno una volta ai campionati nazionali dalla Serie A alla Serie D, considerando anche l’evoluzione storica delle categorie.
Un visitatore può osservare contemporaneamente tutte le squadre censite oppure scegliere una singola stagione, scoprendo quali società partecipassero ai campionati e dove fossero localizzate.
Attraverso i filtri geografici è possibile isolare l’Abruzzo, la provincia di Teramo o un singolo comune, ricostruendo così la presenza delle squadre sul territorio attraverso i decenni.
Ogni società dispone di una scheda dedicata, con le partecipazioni stagione per stagione, i piazzamenti, i colori sociali e le denominazioni storiche.
Un archivio che permette di passare dalle grandi protagoniste del calcio nazionale alle realtà più piccole, mantenendo la distinzione tra società effettivamente differenti e i loro eventuali percorsi di fusione, rifondazione o trasformazione.
Giulianova e Teramo tra le prime 110 società italiane: la Rosetana precede centinaia di club
Una delle particolarità della piattaforma è la Classifica storica nazionale del calcio italiano, una graduatoria elaborata autonomamente attraverso l’attribuzione di un punteggio alle partecipazioni nei diversi campionati.
Il sistema assegna 10 punti per ogni stagione in Serie A, 7 per la Serie B, 4 per la Serie C/C1, 2 per la Serie C2 e 1 per la Serie D.
Nella graduatoria il Teramo occupa la 103ª posizione nazionale con 170 punti, costruiti attraverso ventisei partecipazioni alla Serie C/C1, ventuno alla Serie C2 e ventiquattro alla Serie D.
Poco più indietro si trova il Giulianova, 108º con 161 punti, un dato che testimonia la lunga tradizione professionistica della società giallorossa: venticinque stagioni in Serie C/C1, diciotto in Serie C2 e altrettante importanti esperienze nelle categorie dilettantistiche nazionali.
Il Pineto è 282º con 38 punti, mentre la Santegidiese occupa la 387ª posizione con 24 punti, interamente maturati in Serie D.
La Rosetana figura al 461º posto nazionale con 18 punti, frutto di due partecipazioni alla Serie C2 e quattordici ai campionati di Serie D e categorie storicamente equiparate.
Seguono il Notaresco, 674º con 9 punti, il Tortoreto, 747º con 8, il San Nicolò, 811º con 6, il Nereto, 819º con 6, e il Mosciano, 820º con lo stesso punteggio. A seguire tutte le altre formazioni teramane.
Non si tratta di una classifica ufficiale della FIGC, ma di un’elaborazione statistica indipendente, ispirata al concetto federale di tradizione sportiva.
Il suo significato non risiede soltanto nella posizione occupata dalle singole squadre, ma soprattutto nella possibilità di leggere la continuità delle partecipazioni nazionali attraverso territori e generazioni differenti.
Un patrimonio che appartiene anche ai tifosi
L’Atlante nasce da anni di ricerche condotte da Francesco Ippolito attraverso almanacchi calcistici, giornali d’epoca, documentazione federale e archivi storici.
Ippolito è anche autore delle due edizioni del libro ufficiale Le maglie dell’Inter, realizzato con FC Internazionale Milano e Giunti Editore e diventato bestseller, un’opera che ripercorre la storia del club nerazzurro attraverso l’evoluzione delle divise e dei simboli.
All’attività giornalistica e alla ricerca calcistica affianca la professione ingegneristica e quella di divulgatore su LinkedIn, dove pubblica approfondimenti dedicati alle grandi infrastrutture, ai ponti, alle gallerie e all’ingegneria civile.
Il progetto è completamente gratuito e continua a essere aggiornato anche attraverso le segnalazioni degli utenti. In ogni scheda è presente il pulsante «Segnala un errore», che consente a tifosi, studiosi e conoscitori delle realtà locali di proporre correzioni, documenti e integrazioni.
Un invito rivolto anche agli appassionati della provincia di Teramo, dove la memoria calcistica è custodita spesso nei vecchi giornali, nelle fotografie delle squadre, negli archivi dei club e nei ricordi delle domeniche trascorse al Fadini, al Bonolis, al Fonte dell’Olmo e negli altri campi della provincia.
Basterebbe ripercorrere un pomeriggio di calcio del 1949, uno degli storici derby tra Teramo e Giulianova o la festa della Rosetana dopo il pareggio di Tolentino per rendersi conto di quante storie siano racchiuse dietro il nome di una squadra.
L’Atlante prova a dare a queste storie una collocazione precisa nello spazio e nel tempo. Perché una società può cambiare denominazione, retrocedere o scomparire, ma il suo passaggio nella geografia del calcio italiano non dovrebbe essere dimenticato.



