Campli, la minoranza accusa: il Comune del silenzio. Quando la trasparenza diventa un ostacolo

Campli. Massima trasparenza nella gestione dei conti pubblici e pieno accesso alla documentazione amministrativa. È quanto chiedono i consiglieri comunali di minoranza di Campli, che denunciano ritardi e difficoltà nell’ottenere atti e informazioni su alcune delle questioni finanziarie più delicate per l’Ente, attualmente alle prese con una procedura di predissesto.
Secondo quanto riferito dall’opposizione, le richieste di documentazione sarebbero state presentate a partire da maggio, senza che, alla data dell’ultima diffida, fossero ancora stati consegnati tutti gli atti richiesti. I consiglieri parlano di 138 giorni trascorsi dalla prima istanza e riferiscono di aver inviato solleciti e diffide formali, coinvolgendo anche il Difensore civico. Sulla vicenda sarebbe intervenuta inoltre la Prefettura di Teramo con una richiesta di chiarimenti.
Al centro della contestazione ci sono documenti relativi alla composizione del debito tributario, ai fondi dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo (USR), ai debiti verso i fornitori, alla gestione del personale, ai servizi a domanda individuale e a un intervento finanziato con fondi del PNRR.
Temi che, secondo la minoranza, assumono particolare rilevanza in una fase in cui il Comune è chiamato ad affrontare il riequilibrio dei propri conti e ad adottare decisioni destinate a incidere sulla gestione finanziaria dell’Ente e, potenzialmente, sui cittadini.
Debiti tributari e fornitori, chiesti chiarimenti sui numeri
Tra le questioni sollevate dall’opposizione figura la voce relativa ai debiti tributari, che nel rendiconto 2025 risulterebbe pari a 1.697.365,01 euro.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, durante la seduta del Consiglio comunale del 14 agosto il sindaco avrebbe dichiarato che il Comune non avrebbe debiti tributari per circa 1,7 milioni di euro.
Una circostanza sulla quale la minoranza ha chiesto chiarimenti, domandando di poter consultare la documentazione necessaria per verificare la natura e la composizione della cifra riportata nel rendiconto.
Un’analoga richiesta riguarda i debiti verso i fornitori, che nello stato patrimoniale ammonterebbero a oltre 11 milioni di euro. Anche in questo caso, i consiglieri chiedono di acquisire gli atti analitici per comprendere nel dettaglio le singole voci.
L’opposizione lamenta che, nonostante le richieste presentate, la documentazione necessaria non sarebbe stata ancora interamente resa disponibile.
«Non si può parlare di riequilibrio senza trasparenza»
Per i consiglieri di minoranza, la questione non riguarda soltanto i tempi di risposta degli uffici, ma investe il corretto esercizio delle prerogative dei rappresentanti eletti e la possibilità di svolgere un controllo consapevole sull’attività amministrativa.
«Non può esistere un piano di riequilibrio credibile senza trasparenza», è la posizione espressa dall’opposizione, secondo cui non sarebbe possibile chiedere sacrifici ai cittadini senza garantire, al tempo stesso, la piena conoscenza degli atti da parte di chi è chiamato a verificare l’operato dell’Amministrazione.
I consiglieri sottolineano inoltre che il diritto di accesso alla documentazione non dovrebbe trasformarsi in un percorso fatto di continui solleciti, comunicazioni via Pec e diffide.



