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Abruzzo

Gestione rifiuti, la Fiadel chiede confronto alla Regione

Il sindacato non esclude prese di posizioni nette

Sale la tensione in Abruzzo sul fronte della gestione integrata dei rifiuti urbani. Con una nota ufficiale inviata ai vertici della Regione — dal Presidente Marco Marsilio al Vicepresidente Emanuele Imprudente, fino ai capigruppo del Consiglio Regionale — la FIADEL (Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali) ha espresso profonda preoccupazione in merito alla prospettata modifica della Legge Regionale n. 36/2013.

Nel mirino del sindacato c’è l’introduzione di sub-ambiti provinciali o interprovinciali che rischiano di stravolgere l’assetto organizzativo e gestionale del settore. Una mossa che, secondo la sigla sindacale, non può essere derubricata a semplice questione tecnica o amministrativa, poiché dietro a ogni riorganizzazione si celano aziende, investimenti, livelli occupazionali e, soprattutto, i diritti di lavoratrici e lavoratori.

La FIADEL rivendica la bontà dell’impostazione fin qui seguita, nata per superare la frammentazione gestionale e costruire soggetti industriali solidi capaci di competere sul mercato e garantire economie di scala. Il sindacato chiede dunque alle istituzioni regionali di chiarire apertamente le ragioni industriali, economiche e istituzionali che sottendono all’eventuale cambio di rotta, esigendo un quadro chiaro sugli impatti previsti.

Tra i punti fermi ribaditi dal documento figurano la salvaguardia della natura pubblica della gestione — purché improntata a criteri moderni ed efficienti — e la ferma opposizione a qualsiasi ritorno alla frammentazione o a logiche di risparmio basate sulla compressione dei costi del lavoro.

La posizione della FIADEL è netta: nessuna riforma può essere realizzata a scapito del personale. Il sindacato ha stilato un elenco di paletti invalicabili, sottolineando che la riorganizzazione non dovrà in alcun modo determinare: riduzioni degli organici o precarizzazione; peggioramento delle condizioni di lavoro e dei trattamenti economici; perdita di professionalità o aumento ingiustificato dei carichi di lavoro; ribassi sugli standard di sicurezza, definiti un capitolo su cui non è ammesso alcun genere di economia.

Al contrario, la trasformazione del settore dovrebbe rappresentare l’occasione per stabilizzare i rapporti di lavoro, potenziare gli organici e rafforzare i piani di prevenzione e formazione, dato il contesto operativo ad alto rischio che caratterizza il comparto ambientale.

La richiesta formale mossa alla Regione Abruzzo è l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale e sociale, da convocare prima dell’approvazione definitiva del nuovo testo normativo. Il sindacato pretende di conoscere nel dettaglio l’impatto economico, le ricadute sulle tariffe, le tutele per i trattamenti contrattuali e il modello organizzativo che l’ente intende perseguire.

In assenza di un dialogo reale e trasparente, la FIADEL non esclude di mettere in campo tutte le iniziative sindacali necessarie per tutelare l’occupazione, i salari e la qualità del servizio offerto ai cittadini abruzzesi. Il messaggio lanciato alle istituzioni è inequivocabile: il futuro della gestione dei rifiuti non può essere deciso calpestando chi quel servizio lo garantisce ogni giorno sul campo.

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