Il centro abruzzese si unisce: Europa federale e un programma condiviso per la nostra Regione
L'assemblea "Un'Europa diversa" di Azione, Partito Liberaldemocratico, ORA!, Azione Politica, Spazio Pubblico, Base Popolare ed Europeisti.eu. Sottanelli: "Via il veto, difesa e politica estera comuni». Bonanni: «Documento condiviso nei prossimi giorni"

Abruzzo. Le forze di centro dell’Abruzzo avviano un percorso comune in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
È l’esito dell’assemblea regionale “Un’Europa diversa”, che si è svolta questa mattina all’Hotel Promenade di Montesilvano su iniziativa di Azione Abruzzo con Partito Liberaldemocratico, ORA!, Azione Politica, Spazio Pubblico, Base Popolare ed Europeisti.eu, davanti a una sala piena di amministratori, iscritti e cittadini, segno dell’attesa che accompagna il progetto. Il presidente regionale di Azione Raffaele Bonanni ha proposto un patto federativo immediato tra le sigle presenti e un documento comune da sottoscrivere nei prossimi giorni, con gruppi di lavoro su sanità, industria, scuola, turismo ed energia aperti ai territori.
«L’Europa così com’è non funziona», ha detto aprendo i lavori il deputato e segretario regionale di Azione Giulio Sottanelli. «Bisogna rimuovere il diritto di veto, costruire una difesa comune, varare un piano di indipendenza energetica e fare insieme politica estera, industriale e fiscale. Solo così l’Europa può reggere in un mondo in cui le autocrazie puntano a conquistarla. Destra e sinistra non possono farlo, perché entrambe ospitano partiti che guardano a Putin e a Trump e vogliono un’Europa divisa e fragile. Da qui parte una proposta alternativa ai due blocchi». Sul piano regionale Sottanelli ha ribadito il no al collegio unico: «La legge elettorale abruzzese funziona, il collegio unico lascerebbe interi territori senza rappresentanza. Noi partiamo oggi con tavoli di lavoro per un programma costruito con i cittadini».
«Senza ceto medio non si ricostruisce nulla in Italia», ha concluso Bonanni. «Vogliamo riportare al voto chi ha smesso di crederci e dare all’Abruzzo una forza credibile, alternativa al bipopulismo di destra e di sinistra. Il gas ha raddoppiato i costi e nessuno vuole parlare del giacimento della Val di Sangro, che abbasserebbe la bolletta delle imprese di oltre il 30 per cento. In un mondo in cui chi controlla energia, materie prime e microchip può piegare l’Europa, la difesa comune è il deterrente che protegge la nostra industria».
Nel dibattito i rappresentanti delle forze promotrici e gli amministratori hanno affrontato i temi su cui il centro intende misurarsi: un europeismo costruttivo che superi il diritto di veto e consideri la difesa comune anche come protezione civile, industria e lavoro per il territorio; la legge elettorale nazionale, che svuota il Parlamento e tiene insieme coalizioni divise sulla politica estera; il ritardo infrastrutturale dell’Abruzzo, dalla ferrovia ferma a 150 chilometri orari all’autostrada a una corsia e mezza, con le aree interne sempre più isolate; l’emergenza demografica, con i giovani tra i 24 e i 35 anni che lasciano la regione, le università con meno matricole e i medici di base senza sostituti, mentre il distretto aerospaziale chiede una nuova classe imprenditoriale; la sanità territoriale e la pari dignità nei servizi per chi vive lontano dalla costa; il costo dell’energia che pesa sulla competitività delle imprese.
Ai lavori, presentati dal vicesegretario regionale di Azione Giuseppe Di Pangrazio, hanno partecipato Luciano Monticelli, segretario regionale del Partito Liberaldemocratico, Antonio Monteferrante, coordinatore regionale di ORA!, Carlo Genovesi di Azione Politica, Gianni Cordisco di Spazio Pubblico, Gregory Marinucci di Europeisti.eu, Chiara Trulli, sindaca di Spoltore, Mario Nugnes, sindaco di Roseto degli Abruzzi, e tanti amministratori e dirigenti di tutte le forze politiche.




