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Teramo

La salute non è un privilegio: il bilancio in crescita del centro Kum a Teramo VIDEO

In due anni 370 visite

La salute come diritto, non come privilegio. È questo il principio alla base dell’attività del centro medico solidale KUM di Teramo, che ha tracciato un bilancio dei suoi primi due anni di impegno al fianco delle persone in condizioni di fragilità economica. Sono 370 le visite effettuate a favore di cittadini che, a causa delle difficoltà economiche, rischiano di rinunciare a controlli specialistici e cure necessarie.

Un risultato che racconta il valore concreto della medicina solidale e della collaborazione tra professionisti sanitari, associazioni e istituzioni. I pazienti vengono infatti segnalati dalle realtà associative del territorio e dai servizi sociali, che permettono di individuare le persone maggiormente in difficoltà e accompagnarle verso un percorso di assistenza.

Nato dalla collaborazione tra l’associazione KUM, affiliata ad Auser Teramo, e il Comune, il poliambulatorio ha sede nei locali comunali di via Potito Randi. Il progetto si fonda sull’impegno volontario di medici specialisti, affiancati da infermieri e altri professionisti, che mettono le proprie competenze a disposizione di chi non può permettersi di sostenere i costi delle prestazioni sanitarie private.

Numerose le specialità mediche offerte gratuitamente. Il centro mette a disposizione visite di medicina interna, cardiologia, pneumologia, neurologia, reumatologia, endocrinologia, dermatologia e diabetologia. L’offerta comprende inoltre chirurgia generale, cardiochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia vascolare, neurochirurgia, ortopedia, urologia, ginecologia, psichiatria e psicologia.

Un ventaglio di competenze che consente di rispondere a esigenze sanitarie differenti, offrendo un punto di riferimento a chi si trova ai margini del sistema di accesso alle cure. Al progetto si affiancano inoltre collaborazioni con altre figure professionali, tra cui infermieri, fisioterapisti e odontoiatri, per ampliare le possibilità di assistenza in base alle disponibilità presenti nella rete solidale.

Il modello organizzativo prevede un accesso regolato: non si tratta di un ambulatorio a libero accesso, ma di una struttura che opera attraverso una rete di invio e presa in carico, con il coinvolgimento delle associazioni, della Caritas e dei servizi sociali.

Le 370 visite rappresentano dunque molto più di un dato numerico. Sono il segno di un bisogno presente anche sul territorio teramano e della risposta costruita da una comunità che sceglie di non lasciare sole le persone più fragili.

L’esperienza di KUM dimostra come la collaborazione tra volontariato, professionisti sanitari e istituzioni possa contribuire a contrastare la povertà sanitaria, restituendo centralità al diritto alla salute e alla dignità di ogni persona.

 

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