Elezioni Roseto, si profila una sfida a tre
Per le amministrative del 2027 in corsa Mario Nugnes, Vanessa Quaranta e forse Rosaria Ciancaione

Roseto degli Abruzzi. Si profila una sfida a tre a Roseto in vista delle prossime elezioni amministrative in programma a primavera del 2027.
Si va via via definendo il quadro politico locale che vedrà il sindaco uscente Mario Nugnes sostenuto da un’ampia maggioranza, il centro destra, o quel che resta, con Vanessa Quaranta, e poi la coalizione del centro sinistra che con le forze progressiste potrebbe puntare nuovamente su Rosaria Ciancaione senza passare dalle primarie. Con tre candidati le possibilità che la partita possa chiudersi al primo turno sono altissime. Nugnes avrà una coalizione civica, senza simboli di partito così come ha chiesto il parlamentare di Azione Giulio Sottanelli. Condizione che avrebbe potuto permettere al Partito Democratico di far parte della coalizione.
Ma il Pd al simbolo non vuole proprio rinunciare e pertanto sarà la principale forza della coalizione di centro sinistra. Il primo cittadino però avrà dalla sua parte, oltre alle forze che lo hanno appoggiato in questi anni, anche il sostegno dell’ex sindaco Franco Di Bonaventura e dell’ex assessore Enzo Frattari (l’annuncio è atteso per i prossimi giorni), di Italia Viva di Giovanni Proti e Marco Angelini che hanno rinunciato al simbolo, di Progetto Roseto di Alessandro Recchiuti la cui ufficializzazione è prevista con ogni probabilità per il prossimo fine settimana. La netta spaccatura del centrodestra potrebbe indirizzare Forza Italia, Udc e Lega (o parte di essa), che erano contrari alla candidatura di Vanessa Quaranta, a sostenere Nugnes.
Non con proprie liste e simboli ma con esponenti pronti a presentare una lista civica o essere inseriti in una delle liste che appoggeranno il sindaco attuale. Vanessa Quaranta ha l’appoggio di Fratelli d’Italia, Forza Roseto, Noi Moderati, Siamo Roseto, Nuova Meta e Per Vanessa Sindaco. Gli aventi diritto al voto a Roseto sono circa 21mila. Alle amministrative di ottobre 2021 votò poco meno del 64 per cento. La partita quindi si giocherà anche sul riuscire a convincere il partito dell’astensionismo a tornare alle urne.



