Vongole senza tracciabilità: maxi-sequestro a Martinsicuro
Oltre 2 tonnellate di prodotto recuperate dalla guardia costiera e poi rigettate in mare

Martinsicuro. Oltre 2,6 tonnellate di vongole trasportate senza la documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità. È quanto scoperto nella mattinata dai militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova, impegnati nei controlli lungo la filiera della pesca.
L’intervento è avvenuto a Martinsicuro, dove i militari della Guardia Costiera hanno fermato un furgone che trasportava complessivamente 2.685 chilogrammi di vongole della specie *Chamelea gallina*.
Gli accertamenti hanno evidenziato l’assenza della documentazione necessaria a certificare la provenienza del prodotto. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia Costiera, il quantitativo sarebbe riconducibile a catture effettuate oltre i limiti consentiti.
Le vongole, destinate alla commercializzazione, sono state quindi sottoposte a sequestro. Poiché gli esemplari erano ancora vivi e vitali, i militari hanno provveduto al rigetto in mare, restituendo così la risorsa al proprio ambiente naturale.
Per le violazioni accertate, all’autotrasportatore è stata contestata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.
L’operazione rientra nell’attività quotidiana di controllo svolta dalla Guardia Costiera lungo l’intera filiera della pesca, dalla cattura alla commercializzazione, con l’obiettivo di contrastare la pesca illegale, tutelare la risorsa ittica e garantire ai consumatori la provenienza e la tracciabilità dei prodotti.
«Il controllo della filiera della pesca rientra tra i compiti istituzionali della Guardia Costiera e rappresenta un’attività fondamentale per la tutela della risorsa ittica, della legalità e degli operatori che rispettano le regole», sottolinea il capitano di corvetta Valeria Di Mattia, comandante del Porto e capo del Circondario Marittimo di Giulianova.
«L’operazione odierna – aggiunge – conferma l’importanza di un’attività di vigilanza costante e capillare, finalizzata a contrastare la pesca illegale e l’immissione sul mercato di prodotto privo delle necessarie garanzie di tracciabilità».



