
Teramo. Il sindacato Anaao Assomed presenta i dati della radiografia decennale sulla sanità pubblica (2015-2025) con un documento del suo Centro Studi, offrendo una fotografia dettagliata della dirigenza medica ospedaliera in Abruzzo.
La radiografia 2015-2025 evidenzia come le dimissioni volontarie e i pensionamenti — che in Abruzzo hanno toccato quota 142 nel 2024 e 113 nel 2025 — stiano erodendo pericolosamente la tenuta degli ospedali. A fronte di un numero di medici in servizio quasi stabile (2.752 nel 2024), cresce il disagio lavorativo e l’età media, seppur lievemente ridotta, convive con un’ondata di uscite e con il ricorso costante ai contratti a tempo determinato (208 nel 2024).
A preoccupare particolarmente è il trend delle dimissioni volontarie: se nel 2015 si attestavano al 2,0% (55 cessazioni) e sono rimaste stabili nel 2024, si registra una impennata fino a 91 dimissioni nel corso del 2025. Un chiaro indicatore del disagio professionale che spinge i
camici bianchi a lasciare la sanità pubblica. «I numeri certificano la fragilità strutturale del nostro sistema sanitario regionale», dichiara il segretario regionale; Gianluca Primomo. «Per difendere la sanità pubblica e l’articolo 32 della Costituzione, servono interventi immediati: dal superamento del
tetto di spesa per il personale alla valorizzazione delle retribuzioni e dei contratti, anche con il ripristino del salario previsto dal Decreto Calabria, e con l’attribuzione degli incarichi ai sanitari.



