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Teramo

Scuola, giovani, legalità: le proposte di Tortoreto al Centro

Tortoreto. «Ci sono temi che non possono essere semplicemente discussi: devono diventare impegni». È questo lo spirito con cui il gruppo consiliare Tortoreto al Centro, rappresentato dal capogruppo consigliere Libera D’Amelio e dal consigliere Martina Del Sasso, ha partecipato ai lavori del Consiglio comunale.

Particolare rilievo ha avuto la domanda di attualità dedicata alla scuola e alle famiglie, con la proposta di verificare la possibilità di attivare un servizio comunale di prolungamento educativo e assistenza post-scolastica.

Una proposta nata da una necessità molto concreta: tanti genitori lavorano fino a oltre l’orario di uscita dei propri figli e non sempre hanno una rete familiare sulla quale poter contare. Non si tratta semplicemente di “tenere a scuola” i bambini più a lungo, ma di immaginare un servizio
educativo qualificato, capace di accompagnare le famiglie e di non costringerle a scegliere tra lavoro e cura dei figli.
La proposta ha, e deve avere, una natura temporanea e complementare. Non può e non vuole sostituire quello che deve essere l’obiettivo principale e irrinunciabile dell’amministrazione: offrire finalmente ai nostri giovani una scuola moderna, sicura e funzionale, non soltanto come luogo in
cui studiare, ma come luogo da vivere, in cui crescere, incontrarsi, formarsi e costruire il proprio futuro.
Il servizio di prolungamento educativo rappresenterebbe dunque una possibile risposta nell’immediato, nelle more di un investimento più ampio e strutturale sull’edilizia scolastica.

Perché i nostri ragazzi non hanno bisogno soltanto di edifici adeguati: hanno bisogno di spazi che sentano propri, capaci di accompagnarli nella crescita e di restituire alla scuola il ruolo centrale che deve avere nella vita di una comunità.
La proposta è stata accolta con favore dalla maggioranza e sarà ora approfondita in Commissione, per verificare concretamente modalità organizzative, sostenibilità e possibilità di attuazione.
«È un passaggio che considero importante – sottolinea Libera D’Amelio – perché il mio impegno verso i giovani non può rimanere una dichiarazione di principio. Deve passare anche dalle aule consiliari, attraverso proposte concrete, capaci di intercettare i problemi quotidiani delle famiglie e
trasformarli in opportunità. Investire sui ragazzi significa occuparsi del loro presente, ma anche avere il coraggio di costruire per loro un futuro diverso».
Diversa, invece, la situazione sulla seconda domanda di attualità, relativa alla piazza antistante la Chiesa di Santa Maria Assunta.
A fronte dei numerosi quesiti posti dal gruppo – dalle risorse già impiegate alla progettazione esistente, dalle modalità alternative di finanziamento ai tempi di realizzazione – non sono arrivate
risposte puntuali ai quesiti formulati.

Il Sindaco ha tuttavia ribadito che la realizzazione della piazza rappresenterebbe una priorità del programma dell’Amministrazione.
«Prendiamo atto di questa affermazione – dichiara D’Amelio – e continueremo a chiedere che alle parole seguano atti concreti. Se davvero quest’opera è una priorità, sarà importante capire quale strada l’Amministrazione intenda percorrere dopo il ritiro del project financing e con quali risorse e tempi. Finché c’è vita, c’è speranza».
Infine, Tortoreto al Centro ha espresso voto favorevole sul punto all’ordine del giorno dedicato alla cultura della legalità.
«Abbiamo votato a favore perché sentiamo, quasi sulla pelle, l’importanza di vivere dando per primi l’esempio di legalità e rispetto. La legalità non si insegna soltanto con le parole: si costruisce attraverso i comportamenti, ogni giorno. Dobbiamo educare alla cultura della gentilezza, del
rispetto dell’altro e della responsabilità. Perché quando si lascia spazio al germe del male,
dell’illegalità e dell’indifferenza, è più facile che proliferino anche le mafie». Proprio in questa prospettiva, la capogruppo D’Amelio ha avanzato all’assessore Ripani una proposta: valutare la realizzazione di un docufilm dedicato a figure che si sono distinte per il loro
alto valore nella lotta alla criminalità e alle mafie, accompagnato magari da una proiezione all’aperto aperta alla cittadinanza e, soprattutto, ai giovani.
«Credo che anche questo sia fare politica: non limitarsi a ricordare ciò che è stato, ma trasformare le testimonianze di chi ha scelto il bene in strumenti per educare chi deve costruire il domani. E da chi ricopre responsabilità politiche deve arrivare, prima di tutto, il buon esempio di una vita vissuta nel rispetto delle regole, delle persone e della comunità».

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