
Tortoreto. E’ una preoccupazione costante che merita di essere resa pubblica chiedendo, anche attraverso i social, un intervento delle istituzioni ai massimi livelli.
Una preoccupazione legata anche alla propria incolumità. E’ sorta di appello quella che lancia Mauro Monaco, di Olio Monaco, una delle attività di eccellenza della zona collinare di Tortoreto, per una problematica che si materializza di questi tempi.
“Trovarsi nell’oliveto per la raccolte delle olive e temere per la propria incolumità”. E’ questa la riflessione che si lega alla presenza dei cacciatori.
“I cacciatori, specie non in via di estinzione, purtroppo, arrivano, arroganti, con mute di cani, scampanellio, fischi e richiami e sparano a qualsiasi cosa si muova.
È’ normale che una regione come l’Abruzzo che punta sulla natura, sui parchi, sull’ecosostenibilità, sul turismo e la destagionalizzazione, consenta la caccia in territori agricoli densamente abitati?
Ma i cacciatori chi li controlla?”.
E il tema posto non è nuovo e riguarda la difficile convivenza, a volte, tra ambiti di caccia e zona deputate alle attività agricole, come la raccolta delle olive in questo caso.



