ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Teramo

Silvi, vicesindaca aggredita dall’assessore: le reazioni delle istituzioni

Tante le prese di posizione dopo il grave episodio

Silvi. “Le istituzioni devono essere sempre il luogo del confronto e del dialogo, anche quando le posizioni sono distanti e i toni accesi, ma mai della violenza.

Quanto accaduto nel Comune di Silvi, secondo quanto emerso nelle ultime ore, rappresenta un episodio grave e incompatibile con il ruolo e la responsabilità di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica. Accogliamo pertanto con favore la notizia delle dimissioni dell’assessore coinvolto, che rappresentano un atto di responsabilità doveroso di fronte alla gravità della vicenda”, dichiara il segretario regionale di Forza Italia Abruzzo, on. Nazario Pagano.

“È impensabile che all’interno di una sede comunale, dove si rappresentano i cittadini, possano verificarsi fatti di questa natura. A Luciana Di Marco rivolgo la mia vicinanza personale e istituzionale, con l’auspicio che possa superare al più presto questo momento. La politica ha il dovere di dare l’esempio: il rispetto, il dialogo e la tutela della dignità di ogni persona devono sempre prevalere su qualsiasi contrasto”, aggiunge la segretaria provinciale di Forza Italia Teramo, Rita Ettorre.

Anche il consigliere regionale di Forza Italia Emiliano Di Matteo ha voluto stigmatizzare “il grave episodio verificatosi all’interno del Comune di Silvi” ed esprimere la propria solidarietà a Luciana Di Marco, ribadendo che “nessun contrasto politico o amministrativo può mai giustificare comportamenti violenti, tanto meno all’interno delle istituzioni”.

Lega. “Quanto accaduto ieri sera a Silvi, al termine di una riunione di maggioranza, è un fatto grave e inaccettabile, che come Lega condanniamo senza esitazione. La nostra massima solidarietà va alla vicesindaca Luciana Di Marco. Il confronto politico, anche quando è acceso o attraversato da tensioni, non può e non deve mai degenerare, ancora di più quando avviene all’interno delle istituzioni e coinvolge chi le rappresenta, chiamato a dare sempre il buon esempio. Prendiamo atto inoltre delle dimissioni dell’assessore Gianpaolo Lella, conseguente alla gravità della vicenda. Ieri sera ha chiesto scusa alla vicesindaca per il suo gesto ingiustificabile”. Così Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega.

“A Silvi – aggiunge Berardo Rabbuffo, commissario provinciale Lega Teramo -, fino ad ora, da un punto di vista tecnico-amministrativo si è operato bene. Si sta risolvendo il problema della frana e si è risanato il bilancio. Il sindaco ha tenuto i nervi saldi e si è presentato da solo in Consiglio comunale, difendendo l’amministrazione. Sarebbe ora un vero peccato se personalismi e conflittualità, che vanno equamente distribuiti fra tutti i gruppi politici, rischiassero di far cessare questa esperienza amministrativa, sino ad oggi, ripeto, positiva. Quanto accaduto – conclude – è sicuramente ingiustificabile e va esaminato con mente lucida. Prendo atto delle dimissioni dell’assessore, che rimettiamo alle valutazioni successive”.

Italia Viva. Quanto accaduto ieri sera nel Comune di Silvi, se confermato nella ricostruzione emersa, è di una gravità che non ammette attenuanti. Un’aggressione fisica ai danni di una donna, per giunta vicesindaca, avvenuta dentro un luogo delle istituzioni e per mano di un amministratore: le mani al collo non sono uno scontro politico, sono violenza.
A Luciana Di Marco va la nostra piena solidarietà, umana prima ancora che istituzionale. Il nostro pensiero è con lei, e rispettiamo qualsiasi decisione vorrà prendere, anche nelle sedi competenti. Sui profili di responsabilità personale è giusto che si pronunci chi ne ha titolo, e ci auguriamo che si faccia piena chiarezza.
Le dimissioni dell’assessore Lella sono un atto dovuto, ma non chiudono la vicenda. Non possiamo accettare che un episodio di questa portata venga ricondotto a una fisiologica tensione tra partiti o a “nervi che saltano”. Ci sono limiti che chi ricopre un ruolo pubblico non può oltrepassare, e la dignità della persona viene prima di qualsiasi equilibrio di maggioranza. Su questo non esistono zone grigie.
C’è poi una questione politica che riguarda tutta la città. Silvi sta attraversando una fase difficilissima: dopo la frana di quest’estate servono ricostruzione, programmazione e una guida salda. Una maggioranza attraversata da tensioni al punto da degenerare in violenza, con un consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale, non è in grado di garantire tutto questo.
Per questo riteniamo che non ci siano più le condizioni per proseguire l’attività amministrativa. Il sindaco ne prenda atto con senso di responsabilità e restituisca la parola ai cittadini. Silvi merita istituzioni credibili, rispettose delle persone e all’altezza delle sfide che ha davanti.

Elvezio Zunica – Presidente provinciale Italia Viva
Ernesto Mariani – Presidente Italia Viva Silvi

 

Patto per l’Abruzzo. Quanto accaduto nel Comune di Silvi è un fatto grave e inaccettabile. Ogni forma di violenza è da condannare, ma lo è ancora di più quando si consuma all’interno delle istituzioni, luoghi che dovrebbero rappresentare il rispetto delle regole, dei diritti e della convivenza democratica” ad affermarlo sono i consiglieri regionali di opposizione del Patto per l’Abruzzo, che intervengono su quanto accaduto nel Comune di Silvi dove, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, un assessore avrebbe aggredito fisicamente la vicesindaca, mettendole le mani al collo e causando il ricorso a cure sanitarie.
“Non può essere considerata una semplice vicenda interna alla maggioranza – continuano – né ridotta a uno scontro politico. Quando un assessore arriva ad aggredire una vicesindaca viene colpita non solo una persona, ma anche il ruolo istituzionale che essa rappresenta. Si tratta di un episodio che richiama con forza il tema della violenza, del rispetto della democrazia, della violenza di genere e della necessità di contrastare comportamenti intimidatori, discriminatori o maneschi. Sempre. E soprattutto quando si riferiscono a donne.
Per questo condanniamo con fermezza quanto accaduto e riteniamo che su fatti di tale gravità non possano esserci ambiguità né minimizzazioni.
Le istituzioni hanno il dovere di essere esempio di rispetto, equilibrio e responsabilità. Ci auguriamo che quanto accaduto venga accertato nelle sedi competenti e che episodi di questo genere non si ripetano mai più” concludono.

M5S. Prima di ogni considerazione politica viene quella umana. Il Movimento 5 Stelle di Silvi esprime piena solidarietà personale alla vicesindaca Luciana Di Marco per quanto accaduto ieri sera e la più ferma condanna per il gesto violento di cui è stata vittima.

Ci sono confini che nessuna esasperazione dei rapporti, nessuna divergenza politica e nessuno scontro personale possono consentire di oltrepassare. Il ricorso alla forza fisica non può avere alcuna giustificazione, neppure nel clima ormai palesemente esasperato che da troppo tempo caratterizza i rapporti all’interno della maggioranza di centrodestra che amministra Silvi.

Ma, chiarito questo punto che per noi viene prima di tutto, resta una questione politica che non può essere ignorata.

Quanto accaduto non riguarda soltanto i protagonisti della vicenda. Riguarda chi era presente in quella sala e ha assistito ai fatti e, più in generale, una maggioranza nella quale lo scontro ha ormai raggiunto livelli che nulla hanno a che vedere con il normale confronto politico.

In queste ore abbiamo letto numerose dichiarazioni di solidarietà e di condanna. Non abbiamo invece ascoltato parole altrettanto nette da parte di chi era presente e ha assistito direttamente a quanto accaduto.
Colpisce inoltre che il sindaco, nel commentare la vicenda, abbia chiamato in causa equilibri e dinamiche politiche che vanno oltre i confini di Silvi. Quanto accaduto è andato decisamente troppo oltre la politica, il rispetto e la decenza per poter essere ricondotto a equilibri tra partiti o a dinamiche provinciali e regionali.

Proprio per questo il sindaco dovrebbe trovare il coraggio di porre fine a uno stillicidio che da troppo tempo trascina l’amministrazione e, con essa, l’immagine della nostra città, gettando ulteriore discredito sulla politica e alimentando nei cittadini una sfiducia sempre più profonda.

Dopo quanto accaduto, inoltre, un dato politico appare sotto gli occhi di tutti: le fratture di questo centrodestra non potranno essere cancellate con operazioni di maquillage o con un semplice rimescolamento delle carte. Tra chi ha aggredito, chi ha subito l’aggressione e chi era presente, emerge un quadro di rapporti politici e personali profondamente compromessi e di una evidente mancanza di unitarietà d’intenti.

Qualunque futura ricomposizione delle stesse componenti sotto una formula apparentemente unitaria dovrà inevitabilmente fare i conti con ciò che è accaduto. Non basteranno un nuovo contenitore, un nuovo nome o una diversa distribuzione dei ruoli a cancellare una frattura che oggi è davanti agli occhi dell’intera città.

Ci aspettiamo almeno un sussulto di dignità e responsabilità da parte di una maggioranza che non riesce più neppure a governare i rapporti al proprio interno. Consiglieri e assessori ne prendano atto e rassegnino le dimissioni, restituendo a Silvi la possibilità di una politica più dignitosa e di un’amministrazione finalmente concentrata sui problemi della città.

Noi Moderati. Quanto accaduto ieri all’interno del Palazzo comunale di Silvi non può essere liquidato come una semplice parentesi del confronto politico. Al contrario, impone a tutti coloro che ricoprono responsabilità pubbliche una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità.
In qualità di coordinatore provinciale di Noi Moderati, esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza al vicesindaco Luciana Di Marco, ribadendo che il rispetto della persona e del ruolo istituzionale che essa ricopre deve rappresentare un principio imprescindibile della vita democratica.
Le differenze politiche sono legittime. Il dissenso è legittimo. Anche un confronto duro e deciso può appartenere pienamente alla dialettica politica. Ciò che non può essere accettato è che il confronto degeneri in modalità incompatibili con il rispetto che si deve alle istituzioni e a chi le rappresenta.

Chi entra in un Palazzo comunale non entra semplicemente in un luogo fisico: entra nella casa istituzionale di un’intera comunità.
Ed è proprio per questo che ogni parola, ogni comportamento e ogni confronto dovrebbero essere accompagnati dalla consapevolezza della responsabilità che deriva dal ruolo pubblico.
Non è una questione di maggioranza o opposizione. Non è una questione di appartenenza politica. È una questione di metodo e di cultura istituzionale.
La politica può e deve essere anche confronto, critica e contrapposizione. Ma deve saper distinguere la fermezza dalla sopraffazione, il dissenso dalla delegittimazione personale e la battaglia politica dal venir meno del rispetto reciproco.
Per questo riteniamo necessario che quanto accaduto non diventi l’ennesimo pretesto per alimentare una spirale di polemiche, accuse e contrapposizioni che finirebbe soltanto per allontanare ulteriormente la politica dai cittadini. Silvi ha problemi concreti da affrontare e cittadini che chiedono risposte, non ulteriori conflitti.
Il nostro auspicio è dunque che questo episodio possa rappresentare un punto dal quale ripartire per ristabilire un confronto più rigoroso, civile e rispettoso dei ruoli. Un confronto nel quale ciascuno possa difendere le proprie idee con determinazione, senza mai dimenticare che dietro ogni ruolo istituzionale c’è una persona e, soprattutto, c’è la responsabilità nei confronti della comunità
che si è chiamati a rappresentare.
La dichiarazione del gruppo Noi Moderati di Silvi e dell’assessore alle Pari Opportunità Beta Costantini
A rafforzare questa posizione è la dichiarazione del gruppo Noi Moderati di Silvi e dell’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Silvi, Beta Costantini:
«I fatti registratisi ieri all’interno del Palazzo comunale impongono una riflessione profonda con senso di responsabilità. Ribadiamo la piena solidarietà al vicesindaco Luciana Di Marco.
La civiltà del confronto ed il rispetto reciproco costituiscono un argine etico invalicabile, non sacrificabile in nessun contesto. Allo stesso tempo auspichiamo che quanto accaduto non si trasformi in polemiche sterili e che il bene di Silvi resti la prioritàassoluta».»
Una posizione che ribadisce la volontà di non alimentare ulteriormente le contrapposizioni, ma di riportare il dibattito sul terreno
della responsabilità istituzionale e dell’interesse della comunità.
Noi Moderati continuerà a fare la propria parte con equilibrio e determinazione, senza sottrarsi al confronto politico ma senza
accettare che la contrapposizione possa prevalere sul rispetto delle istituzioni.
Il bene di Silvi deve venire prima delle appartenenze, delle polemiche e degli interessi di parte.
È questa, oggi più che mai, la responsabilità che la politica deve assumersi davanti ai cittadini.

 

 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.