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Teramo

Premio Di Venanzo, Esposimetro d’Oro a Graziaplena, Wolski e Laustsen

La cerimonia di premiazione sabato 10 ottobre in Piazza Martiri

La Giuria del 31° Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo ha assegnato l’Esposimetro d’Oro a Marco Graziaplena per la fotografia del film italiano Duse di Pietro Marcello e a Dariusz Wolski per il film straniero Norimberga di James Vanderbilt.

 

I due direttori della fotografia ritireranno il riconoscimento a Teramo durante la cerimonia di premiazione in programma sabato 10 ottobre nella tensostruttura di Piazza Martiri della Libertà.

Marco Graziaplena, romano che si è formato al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida di Giuseppe Rotunno, ha costruito una carriera tra Italia e Francia, lavorando anche su produzioni internazionali e collaborando, tra gli altri, con Spike Lee, J.J. Abrams e Doug Liman e nel mondo della pubblicità con registi come Tarsem, Jonas Åkerlund e Johan Renck. . Ha inoltre lavorato più volte con il regista teramano Marco Chiarini.

Per il film Duse, come racconta nell’intervista pubblicata dal numero 8 di AIC Bulletin: “Il linguaggio visivo è stato volutamente meno legato ai movimenti di zoomata continua dall’ampio allo stretto, preferendo stringere maggiormente sui primi piani… Abbiamo affrontato – dice ancora Graziaplena – questo film d’epoca con uno spirito squisitamente documentaristico. L’obiettivo non era una ricostruzione calligrafica o un’illuminazione accademica e patinata da “period movie” tradizionale; volevamo attualizzare l’epoca per parlare dell’oggi, evidenziando temi come la censura di Stato, la propaganda politica e la retorica bellica… Ho riscoperto il piacere e l’efficacia della cosiddetta “luce di piatto” (frontale e diretta). Piazzare un proiettore da 18K diretto in faccia agli attori è una scelta che oggi spaventa molti nel digitale, ma che in pellicola regala una resa dell’incarnato e una trasparenza dello sguardo semplicemente magnifiche. La pellicola possiede una morbidezza intrinseca che ti salva sempre e accarezza i volti.”

La Giuria del Di Venanzo gli ha riconosciuto la capacità di «cogliere tutte le suggestioni della luce naturale», attraverso un lavoro che combina differenti pellicole e ottiche.

L’Esposimetro d’Oro per un film straniero va invece al polacco Dariusz Wolski, direttore della fotografia dalla lunga carriera internazionale. Dopo gli esordi nei videoclip di artisti come David Bowie, Elton John, Aerosmith e Sting, Wolski ha firmato la fotografia di numerosi film, tra cui i primi quattro capitoli della saga di Pirati dei Caraibi, e dal 2012 collabora frequentemente con Ridley Scott. Nel 2021 ha ottenuto la sua prima candidatura all’Oscar per Notizie dal mondo.

In Norimberga, Wolski ha costruito un linguaggio visivo ispirato ai filmati d’epoca del processo di Norimberga e improntato alla sobrietà e all’accuratezza storica, facendo spesso ricorso a fonti di luce essenziali.

La Giuria ha premiato «la potenza di una visione di tipo classico» e uno stile di estrema eleganza, ottenuto anche attraverso l’utilizzo di un unico punto luce.

 

l’Esposimetro d’Oro alla Carriera della 31^ edizione del Premio Di Venanzo va al direttore della fotografia cinematografica danese Dan Laustsen.

Nato ad Aalborg nel 1954, Laustsen vanta una carriera di oltre quarant’anni e più di 60 produzioni internazionali. Dopo gli esordi nella fotografia di moda, si è affermato nel cinema. Nel corso della sua carriera ha collaborato con registi come Guillermo del Toro, Chad Stahelski e Ole Bornedal. Tra i suoi lavori più noti figurano Crimson Peak, La forma dell’acqua, Nightmare Alley, la saga di John Wick e Frankenstein.

Per La forma dell’acqua e Nightmare Alley, entrambi diretti da Guillermo del Toro, ha ottenuto candidature all’Oscar e al BAFTA per la migliore fotografia. Il lavoro in John Wick: Chapter 4 gli è invece valso il Florida Film Critics Circle Award.

La Giuria del Premio Di Venanzo gli ha assegnato l’Esposimetro d’Oro alla Carriera per un percorso autoriale capace di coniugare atmosfere cupe, ricerca visiva e forte impatto pittorico.

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