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Dottorando teramano relatore a convegno scientifico internazionale

Si parlerà anche della realtà teramana

Il prossimo 15 ottobre, Gianluigi Ranaldi, dottorando teramano al terzo anno in Studi Storici, Filosofici e Politico-Sociali (SFIPOL) presso l’Università degli Studi di Trieste e l’Università degli Studi di Udine, prenderà parte in qualità di relatore al convegno scientifico internazionale “L’Italia e la Romania nel contesto europeo: approcci politici, diplomatici, culturali e istituzionali”.

Organizzato dalla Facoltà di studi europei dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, l’Università Sapienza e l’Accademia di Romania in Roma, che si terrà a Cluj-Napoca (Romania), sarà un appuntamento che vedrà la presenza di figure di spicco nel campo della ricerca e delle istituzioni per approfondire i legami storici, istituzionali e culturali tra i due Paesi.

L’intervento del dottorando teramano si andrà a inserire nell’area tematica intitolata “Italia e Romania tra migrazioni internazionali, comunità transnazionali e trasformazioni culturali”, e si intitolerà “Determinanti, ostacoli e geografia della mobilità lavorativa transfrontaliera degli studenti universitari: uno studio empirico comparativo tra Italia e Romania”.

Il contributo si occupa di mobilità lavorativa in Europa e analizza le dinamiche e i fattori di deterrenza della mobilità occupazionale nell’Unione Europea. Attraverso tre survey comparative condotte tra il 2024 e il 2026 sugli studenti degli Atenei di Teramo, Trieste, Udine e Cluj-Napoca, la ricerca esamina l’interazione tra i fattori di spinta e di attrazione legati al mercato del lavoro, l’impatto di barriere materiali, culturali e burocratiche, la geografia dei flussi e la conoscenza della rete EURES, offrendo al contempo importanti implicazioni di policy per contrastare il fenomeno del brain drain.

Il tema trattato risulta inoltre particolarmente rilevante in un tavolo così importante, poiché permette di portare all’attenzione dei ricercatori e delle istituzioni la voce dei cittadini europei residenti nelle aree economicamente più svantaggiate del continente, come la nostra, con la prospettiva e il desiderio di migliorare la loro situazione e le loro chance di mobilità lavorativa in Europa.

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