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Bonifica del Salinello, l’appello: intervenire nel km della morte FOTO

Sant’Omero. Quattro persone hanno perso la vita in appena cinque mesi lungo la bonifica del Salinello nel tratto tra il bivio per Bellante e quello che sale a Sant’Omero, in direzione mare.

Tre delle vittime sono decedute in un tratto di poco più di un chilometro, definito ormai come “il chilometro della morte”.

A riaccendere l’attenzione sulla sicurezza della strada è un gruppo di residenti, alla luce dell’ultima tragedia in ordine di tempo, che da anni segnala alle istituzioni le numerose criticità del percorso soprattutto ai prefetti del passato, ma tutti hanno fatto orecchie da mercante, mentre le persone continuavano a morire. “In vent’anni la situazione, nei punti più pericolosi, non è sostanzialmente cambiata”.

Uno dei problemi principali è rappresentato dalla velocità eccessiva. “Le auto percorrono questo tratto come se fosse una pista. In alcuni casi raggiungono velocità elevatissime, fino a toccare i 180 km orari”. Una situazione che diventerebbe particolarmente pericolosa nei mesi estivi, quando la strada, utilizzata per raggiungere la costa, registra un traffico molto intenso, fino a 35mila passaggi al giorni.

A preoccupare sono anche le curve scarsamente illuminate, la presenza di alberi molto vicini alla carreggiata e alcuni accessi alle abitazioni che renderebbero difficili le manovre dei residenti.

“Gli incidenti gravi sono quelli che finiscono sui giornali, ma durante l’anno se ne verificano molti altri – sottolineano –. In determinati periodi assistiamo anche a vere e proprie corse di auto e moto. È una situazione che abbiamo già segnalato in passato.

Anzi delle vere e proprie corse notturne clandestine e sarebbero necessari controlli su questo aspetto”.

I residenti riconoscono gli interventi effettuati negli ultimi anni dalla Provincia, in particolare sul manto stradale deteriorato dalle radici dei pini e sulla segnaletica in corrispondenza di alcuni punti critici, soprattutto nella curva incriminata dove la Provincia ha fatto una nuova segnaletica nuova e con dissuasori sull’asfalto, ringraziando i responsabili della provinciale 8, che sono sempre pronti ad intervenire qualsiasi problema che crea pericolosi, dalla pioggia agli alberi, e ai rami sporgenti. Questi signori vanno ringraziati, ma solo le istituzioni secondo il parere dei cittadini in questo tratto di strada è normala morire.

“Un’auto che perde il controllo rischia di finire contro uno degli alberi che si trovano a pochi centimetri dalla strada. In altri territori situazioni simili sono state affrontate con guardrail, maggiore illuminazione o interventi sulla sede stradale”.

Ora le speranze sono riposte anche nell’installazione dei tutor per il controllo della velocità. “Ci auguriamo che vengano collocati nei punti realmente più pericolosi e non soltanto dove è più semplice installarli”.

Il gruppo di residenti torna infine a chiedere un confronto con le istituzioni e, soprattutto, interventi concreti: “Non vogliamo aspettare un’altra tragedia. La sicurezza di chi percorre questa strada e di chi vive lungo il suo tracciato deve diventare una priorità”.

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