Cerimonia in centro a Teramo per i nuovi dottori di ricerca FOTO VIDEO
Emozionante evento in Largo Melatino

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, l’Università degli Studi di Teramo ha organizzato per la prima volta in centro storico la cerimonia pubblica di consegna delle pergamene ai dottori di ricerca dell’Ateneo.
L’evento si è tenuto in Largo Melatino e sono stati 90 le dottoresse e i dottori di ricerca protagonisti della cerimonia, appartenenti ai sette corsi di dottorato dell’Ateneo. L’evento ha visto anche il conferimento dei Premi della prima edizione dei Phd Alumni Research Awards che andranno ai 7 ricercatori che si sono distinti per qualità scientifica, innovazione e impatto della propria attività professionale e di ricerca. Conferito anche un premio speciale
Il solenne Corteo Accademico, alla presenza delle autorità accademiche e del Magnifico Rettore Christian Corsi, muoverà da piazza Martiri e attraverserà Corso Cerulli per arrivare in Largo Melatino.
L’evento intende testimoniare l’impegno dell’ateneo nel sostenere la formazione dottorale e la crescita di una nuova generazione di ricercatori. Sono 12 i milioni investiti dall’Università degli Studi di Teramo in ricerca e innovazione, 220 i dottorandi nei 7 Corsi dell’Ateneo. Il 13% dei dottorandi sono stranieri, di questi il 67% proviene da Paesi extra UE e il 33% dall’UE. L’11% dei dottorati sono stati finanziati con borse industriali; sono oltre 60 i partner industriali e il 34% dei dottorati hanno intrapreso percorsi di mobilità internazionale.
“L’università pubblica garantisce che la conoscenza sia perseguita come bene comune e svolge, attraverso la ricerca, una funzione insostituibile per il futuro del Paese. La ricchezza culturale e scientifica prodotta dall’Università di Teramo si diffonde nel territorio attraverso le persone che formiamo, le competenze che mettiamo in circolazione e le collaborazioni che promuoviamo. In questo modo la ricerca diventa comunità. Dimensione locale e apertura internazionale sono due dimensioni fondamentali che l’Ateneo coltiva attraverso un preciso modello culturale che abbiamo scelto: aprire l’Università al mondo e, attraverso l’Università, contribuire ad aprire al mondo il suo territorio. Il rapporto tra Ateneo e comunità deve essere bidirezionale: l’Università deve saper ascoltare e interpretare i bisogni del territorio, mentre il territorio deve saper cogliere le opportunità offerte dall’Università. Vogliamo continuare a costruire una comunità aperta, capace di coltivare talenti e di trasformare la loro ricchezza nella ricchezza di tutti”, ha detto il magnifico.









