Sanità. Zunica (IV): «Se la Regione sceglie 16 ospedali per acuti, garantisca efficienza ed efficacia in ogni presidio

Teramo. «Certo, non è il nostro modello: l’eccessiva parcellizzazione dell’assistenza ospedaliera per acuti, come avviene in Abruzzo, non lo è». Esordisce così il presidente provinciale di Italia Viva, Elvezio Zunica.
«Tuttavia – continua – se la Regione organizza il sistema su sedici ospedali per acuti, ai quali si aggiungono sette cliniche private convenzionate, deve poi creare le condizioni affinché efficienza ed efficacia siano garantite in ogni struttura. Ma è davvero così?».
«Concentriamoci sulla ASL di Teramo, che dispone di quattro ospedali. Al di là dell’hub di Teramo, i tre spoke di Atri, Giulianova e Sant’Omero sono messi nelle condizioni di garantire pienamente efficienza ed efficacia?».
«Va detto con chiarezza: ospedale hub e ospedali spoke hanno vocazioni diverse e le risorse devono essere distribuite di conseguenza. L’hub, come quello di Teramo, è chiamato a farsi carico della patologia di media e alta complessità: è lì, nei reparti che svolgono realmente questa attività, che devono essere concentrate le risorse necessarie. Gli spoke sono invece deputati all’assistenza di base, che deve poter contare a sua volta su dotazioni adeguate ed efficienti, perché è quella di cui la maggior parte dei cittadini ha bisogno ogni giorno».
«Detto senza giri di parole: non ha senso concentrare personale nei reparti di base dell’hub mentre gli stessi servizi negli ospedali periferici, che sostengono una parte rilevante del carico assistenziale, rischiano di rimanere sguarniti».
«E non è un dettaglio. I tre presidi periferici assorbono circa i due terzi degli accessi complessivi ai quattro pronto soccorso della ASL. Se si vuole garantire un’assistenza efficace e sicura su tutto il territorio, è quindi indispensabile che anche la dotazione di personale degli ospedali periferici sia adeguata ai carichi assistenziali».
«Proprio per questo desta stupore, se non indignazione, quanto pubblicato in questi giorni sulla stampa a cura del Comitato Civico per la tutela dell’ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica, in merito alla dotazione di personale medico delle due Pediatrie della ASL: quindici unità, oltre al primario, a Teramo; quattro, oltre al responsabile, a Sant’Omero».
«Come può determinarsi una simile differenza? Quali sono i criteri che la determinano? Chi ne verifica l’adeguatezza rispetto ai carichi assistenziali e alle esigenze di sicurezza?».
«Se quanto descritto non rappresenta una situazione occasionale, ma un assetto strutturale, significa che negli ospedali periferici rischiano di non essere garantite pienamente le condizioni organizzative e di sicurezza che una dotazione organica adeguata dovrebbe assicurare».
«Ecco perché sarebbe opportuna una puntuale revisione dell’intero assetto, verificando reparto per reparto e presidio per presidio dove siano necessarie correzioni e redistribuzioni delle risorse. L’obiettivo deve essere uno solo: garantire nel tempo adeguati livelli di sicurezza e qualità nei percorsi di cura dei tre ospedali spoke».
«Come Italia Viva riteniamo che questo confronto debba essere affrontato con serietà, dati alla mano e senza campanilismi. La sanità è un servizio essenziale e, proprio per questo, ogni scelta organizzativa deve essere valutata in funzione dei bisogni reali dei cittadini e della capacità delle strutture di garantire assistenza sicura ed efficace».



