Ad Atri parte il progetto per il reinserimento sociale delle persone detenute
In collaborazione con la Casa circondariale di Teramo

Atri. Prende il via ad Atri un progetto sperimentale dedicato al reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, nato dalla collaborazione tra il Comune e la Casa circondariale di Teramo.
Il titolo scelto per il progetto è Ri-comincIO da Atri, ponendo l’attenzione proprio sul pronome maiuscolo IO a significare non solo la centralità della persona, ma anche il fatto che ogni cambiamento non può prescindere dalla decisione, motivazione e volontà individuali. Esiste sempre una scelta, ma solo una è la scelta vincente, la scelta del Bene, la scelta di un lavoro onesto, la scelta del rispetto dell’altro e della comunità tutta. La commissione del reato provoca una lacerazione non solo nella persona, ma anche nella società
Questi progetti mirano a risanare fratture con responsabilità. Si può sbagliare, si deve pagare, ma occorre rialzarsi Ri-cominciare da persone nuove, ma spesso è necessario l’aiuto della collettività, la sua accoglienza all’insegna del superamento dei pregiudizi. Il titolo Ri-comincIO da Atri ha in se’ tutti questi elementi: il recupero fondato sulla personale responsabilizzazione, ma con l’aiuto della comunità a cominciare da quella di Atri. L’iniziativa, della durata iniziale di tre mesi a partire da settembre 2026, coinvolgerà tre persone detenute, impegnate fino a tre giornate alla settimana per un massimo di quattro ore al giorno. Le attività riguarderanno principalmente la manutenzione e il decoro del territorio, la cura del patrimonio comunale e il supporto ai servizi dell’Ente. La Casa circondariale curerà la selezione dei partecipanti, il monitoraggio del percorso e il trasporto, mentre il Comune garantirà il coordinamento delle attività, la formazione, le attrezzature e i dispositivi di protezione. Per ciascun partecipante è previsto solo un rimborso spese.
“Non è buonismo e non è una scorciatoia rispetto alla pena – sottolinea il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – ma un percorso di responsabilizzazione. Crediamo che rieducare significhi anche fare sicurezza: offrire a chi ha sbagliato la possibilità di confrontarsi con le regole, con il lavoro e con la comunità significa costruire le condizioni per evitare che possa tornare a commettere un reato”.
“Il reinserimento sociale deve tradursi in opportunità concrete – dichiara l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Atri, Alessandra Giuliani – questo progetto mette insieme la crescita della persona e il beneficio per la comunità. Ringrazio la direttrice della Casa Circondariale di Teramo, Lucia Avantaggiato e, in modo particolare, la dottoressa Stefania Feliciani, che ha svolto un ruolo fondamentale di raccordo e di collegamento tra il Comune di Atri e la Casa circondariale, contribuendo concretamente a trasformare questa idea in un progetto condiviso. Un ringraziamento va inoltre agli uffici del Comune di Atri per il lavoro svolto con attenzione e professionalità”.
Per la Direttrice della Casa circondariale di Teramo, Lucia Avantaggiato: “La collaborazione con il territorio rappresenta un elemento fondamentale nei percorsi di reinserimento. Dare alle persone detenute la possibilità di svolgere un’attività utile alla collettività significa offrire loro un’occasione concreta di responsabilizzazione e di costruzione di nuove prospettive”.
Soddisfazione anche da parte dell’Avvocata Monia Scalera, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive per la regione Abruzzo, che evidenzia come “ogni percorso di reinserimento passa dalla capacità delle istituzioni di costruire ponti con la comunità. La responsabilità, il rispetto delle regole e la possibilità di sentirsi nuovamente parte del tessuto sociale sono elementi fondamentali per un autentico percorso di cambiamento”.
Il progetto nasce dalla convinzione che la pena non debba esaurirsi nella dimensione sanzionatoria, ma debba accompagnare la persona verso una maggiore consapevolezza delle proprie responsabilità. Attraverso la cura dei beni comuni e del territorio, il percorso mira così a creare un beneficio concreto per la città e, allo stesso tempo, un’opportunità di crescita per chi lo intraprende. Per il Comune di Atri, l’iniziativa rappresenta un primo passo sperimentale verso una collaborazione strutturata con la realtà penitenziaria, nella convinzione che reinserimento sociale, responsabilizzazione e sicurezza della comunità siano obiettivi strettamente collegati.





