
ASCOLI-BENEVENTO 1-0
Ascoli (4-2-3-1): Vitale 6; Milanese 6,5 (43’st Gattoni), Curado 6,5, Rizzo 7, Guiebre 7; Damiani 6 (28’st Acampora 6), Corradini 7; Silipo 5,5 (8’st De Pieri 7,5), Perciun 5 (8’st Brunori 7), D’Uffizi 6; Gori 6 (8’st Chakir 6). A disp.: Crespi, Nicoletti, Oliveri, Russo, Lo Scalzo, Ricci, Don Bolsius All.: Tomei 7
Benevento (4-2-3-1): Vannucchi 7; Sernicola 6,5, Scognamillo 6,5, Saio 6,5 (40’st Okereke sv), Beruatto 5 (23’st Pierozzi 6); Prisco 4, Maita 6,5; Lamesta 5,5, (29’st Siatounis 6), Tumminello 5 (1’st Dalle Mura 6), Cherubin 5 (1’st Kouan 4,5); Salvemini 6. A disp.: Esposito, Sylla, Caldirola, Mannini, Schimmenti. Mignani, Talia, All.: Antonio Floro Flores 6
Ascoli e Benevento al Del Duca non è solo una sfida tra due neopromosse con grande entusiasmo sulle spalle. E’ soprattutto un confronto tra due idee di calcio moderne, propositive, che rappresentano una vera novità nel panorama cadetto. L’ha spuntata l’Ascoli al termine di una partita tirata e condizionata dall’espulsione nel primo tempo di un ingenuo Prisco. Francesco Tomei e Antonio Floro Flores si presentavano con uno speculare 4-2-3-1, ma con due interpretazioni profondamente diverse. Tomei è sempre alla ricerca del gioco. Il marchio di fabbrica è la costruzione che parte dal portiere – Vitale è un vero regista aggiunto – e si sviluppa con catene laterali, terzini alti e mediani che vengono a prendere palla per dettare il ritmo. L’Ascoli vuole dominare il pallone per dominare la partita, tenere la squadra corta a 40 metri, aggredire alto e cercare l’uomo tra le linee. Floro Flores parte dallo stesso sistema, ma con un’altra anima. Se Tomei cerca ampiezza e palleggio, Floro Flores cerca verticalità. Il Benevento, reduce da un solo punto tra ko con il Modena e 1-1 al 92′ su rigore di Salvemini contro il Sudtirol, non rinuncia alla costruzione pulita ma la usa per attirare e poi colpire. Catene laterali come riferimento per risalire, Maita e Prisco come pausa per allentare la pressione, poi aggressione immediata e ricerca della profondità con gli esterni. Con Lamesta e Cherubini larghi, Tumminello a raccordare tra centrocampo e attacco e Salvemini pronto a dare strappo e velocità in profondità, è una squadra che attacca più in verticale e meno per linee orizzontali. In sintesi: due 4-2-3-1 speculari sulla carta, opposti nell’idea. Da una parte l’Ascoli che tiene la palla a tutti i costi, dall’altra il Benevento che vuole riconquistarla subito per andare in porta.
LA CRONACA
D’Uffizi parte subito a mille: è lui l’uomo più pericoloso in grado di ripartire, accelerare e trovare o il tiro o l’assist per il compagno come al 7’ quando un sinistro dal limite di Gori lambisce il palo a Vannucchi battuto. Al 12’ ancora Gori da dentro l’area su assist dalla destra spara alto. Al 18’ Beruatto getta al vento una buona ripartenza. Al 21’ è ancora Ascoli ma i bianconeri sprecano in successione un delizioso pallone di Silipo prima con Guiebre, poi con Periun. L’Ascoli colleziona palle goal, il Benevento prova a ripartire dando sì l’impressione di poter essere pericoloso senza però riuscirci. Al 42’ arriva la svolta della gara con l’espulsione di Prisco che rimedia il secondo giallo. Nella seconda frazione con il Benevento in inferiorità numerica la percentuale di possesso palla dei bianconeri è destinata a salire. Ma paradossalmente sono gli ospiti ad avere una partenza migliore e a sfiorare il vantaggio dopo appena 5 minuti: il passaggio finale di Kouan che avrebbe consentito a Salvemini di depositare la palla in rete, però è sbagliato. Tomei lo considera un campanello di allarme e all’8’ ne cambia tre: fuori Silipo, Gori e Perciun, dentro Brunori, De Pieri e Chakir. E dopo 1 minuto Vannucchi è miracoloso sul colpo di testa ravvicinato di Chakir. Dal successivo tiro della bandierina l’Ascoli conquista il rigore con De Pieri ma l’intervento del Var annulla tutto. Il Benevento, causa l’inferiorità numerica, è tutto rintanato dietro e l’Ascoli continua a collezionare tiri dalla bandierina. Fino all’azione decisiva che porta al rigore: stavolta il penalty è netto e il Var non interviene. Kouan affossa in area De Pieri: dagli 11 metri Brunori non perdona e porta in vantaggio i bianconeri. E’ il minuto 84. Il Del Duca è una bolgia, vengono assegnati 8 minuti di recuperi in cui l’Ascoli in contropiede potrebbe chiuderla ma sciupa troppo. Finisce con la prima vittoria al Del Duca e 7 punti in 3 partite. E l’Ascoli di Tomei continua a volare.
Davide Crisci



