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Teramo

Ancarano, disattivata l’antenna 5G nel centro storico: rimozione al via dal 15 settembre

Ancarano. L’antenna 5G installata nel centro storico di Ancarano è stata disattivata. A comunicarlo è Iliad, che ha indicato nel 31 agosto la data di spegnimento della frequenza. Dal prossimo 15 settembre, inoltre, dovrebbero iniziare le operazioni per la rimozione dell’impianto.

La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di una battaglia portata avanti da cittadini e amministrazione comunale contro la presenza dell’antenna nel cuore del paese. A ricostruire il percorso è Aurelio Vittorii, promotore di un comitato spontaneo nato con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi della salute, dell’ambiente e della tutela del centro storico.

Vittorii ricorda di aver avviato pubblicamente la mobilitazione nell’estate dello scorso anno, organizzando un comizio e raccogliendo oltre 400 firme. Un’iniziativa che, secondo il promotore, ha contribuito ad accendere l’attenzione della comunità sulla questione.

Il passaggio decisivo è arrivato con il ricorso presentato dal Comune di Ancarano al Consiglio di Stato, che ha accolto le ragioni dell’amministrazione contro l’installazione dell’antenna. Restava tuttavia da verificare quando e come la decisione sarebbe stata concretamente applicata.

Ora, secondo quanto riferito da Vittorii, è arrivata la conferma attesa: l’impianto ha cessato di trasmettere dal 31 agosto e le operazioni di rimozione dovrebbero partire il 15 settembre.

“Il risultato è stato raggiunto grazie agli sforzi congiunti dei cittadini e dell’amministrazione comunale», sottolinea Vittorii, evidenziando come la vicenda dimostri, a suo giudizio, l’importanza di mettere al centro le esigenze del territorio al di là delle appartenenze politiche.

Un ringraziamento particolare viene rivolto al sindaco Angelo Panichi, che ha seguito la vicenda sul piano istituzionale e ha promosso l’azione davanti al Consiglio di Stato. Una decisione considerata da Vittorii significativa anche per altri Comuni chiamati ad affrontare problematiche analoghe.

La conclusione della vicenda viene quindi indicata come un possibile punto di partenza per una più ampia riflessione sulla gestione degli impianti di telecomunicazione e sulla tutela dei centri abitati.

“Questo deve essere un punto di lancio per una nuova vivibilità del territorio», è il messaggio rivolto da Aurelio Vittorii alle amministrazioni comunali della Val Vibrata, affinché possano affrontare in maniera coordinata le questioni legate alla presenza degli impianti e alla qualità della vita dei cittadini.

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