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Chieti

‘Gli Storpi e le Serpi’, il nuovo libro di Sandro Lucio Giardinelli

Un libro. Documenti inediti. Una storia che non è mai stata raccontata fino in fondo. Ci sono storie che appartengono alla memoria di una città. E ce ne sono altre che, per lungo tempo, sembrano voler restare nascoste tra le pieghe dei documenti, delle carte d’archivio, delle testimonianze del passato.

È da una di queste storie che nasce “Gli Storpi e le Serpi – Il grido silenzioso di Michetti-“, il nuovo libro di Sandro Lucio Giardinelli, che sarà presentato il 5 giugno 2027 in occasione dell’inaugurazione della XII edizione di MumArt – “Omaggio a Francesco Paolo Michetti”. Non è un libro nato per caso: è un punto d’arrivo. Quattro anni, quattro libri, un’unica ostinata ricerca attorno a Francesco Paolo Michetti e al mondo del Cenacolo Michettiano, un percorso che si è fatto via via più fitto di scoperte, e che ora approda al capitolo più delicato: quello dei documenti mai visti prima. Un cammino iniziato con “I magnifici cinque del Cenacolo Michettiano”, proseguito con “Il Cenacolo Michettiano – Nella storia e nella leggenda” e con “Francesco Paolo Michetti – Il Genio senza tempo-“, e che oggi, dopo quattro anni sulle tracce di carte, archivi e testimonianze, si spinge fin dentro il non detto. Gli Storpi, Le Serpi. Due opere che tutti credono di conoscere. Ma cosa si nasconde davvero dietro quelle immagini? Il libro nasce da un lungo lavoro di ricerca e dall’esame di una documentazione che permette di guardare “Gli Storpi” e “Le Serpi” non più soltanto come opere d’arte, ma come testimonianze di un’epoca, di una sensibilità, e di una vicenda molto più complessa di quella che si è sempre creduto di conoscere. Tra le pagine trovano spazio documenti inediti mai portati prima all’attenzione del pubblico: materiali che aggiungono elementi nuovi alla storia dei due dipinti e che aprono interrogativi tutt’altro che scontati. Carte rimaste per decenni negli archivi, che a distanza di tanti anni sembrano ancora capaci di porre domande.

L’obiettivo non è raccontare due dipinti. È ricostruire una vicenda — un intreccio di arte, storia, documenti e memoria — in cui, pagina dopo pagina, emergono particolari che fino a oggi non erano mai stati messi insieme in questo modo. Alcune cose, però, è meglio scoprirle direttamente dalle pagine del libro: è spesso proprio ciò che non viene detto subito a rendere una storia ancora più avvincente. La data della presentazione non è casuale: il 5 giugno 2027, a Francavilla al Mare, prenderà il via anche la XII edizione di MumArt, e sarà in quell’occasione che il pubblico potrà scoprire per la prima volta questo nuovo, atteso capitolo della ricerca. Un omaggio a Michetti — pittore nato a Tocco e da sempre legato a Francavilla al Mare, città che la sua opera contribuì a far conoscere nel mondo, ma anche l’ultimo tassello, il più rivelatore, di un percorso di studi che da decenni continua a scavare nella storia del grande artista e del mondo che lo circondava. Un titolo che pone una domanda. Documenti che sembrano avere ancora qualcosa da dire. Due opere che tornano a parlare. Perché alcune storie non smettono mai di parlare. Aspettano soltanto che qualcuno torni ad ascoltarle.

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