Tetto crollato all’ex Fea di Pescara: “La Asl ordina la messa in sicurezza, Comune e Regione non intervengono”

Pescara. “La situazione dell’ex Fea continua a destare preoccupazione. Nonostante le numerose segnalazioni e richieste di intervento, ad oggi non si registra alcun passo in avanti per la messa in sicurezza dello stabile”.
A denunciarlo è il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, che chiede “da settimane che si intervenga su un’area che presenta evidenti condizioni di degrado e che, dopo il crollo di una parte del tetto, presenta anche ulteriori elementi di rischio”.
“Le nostre preoccupazioni”, afferma, “sono state nel frattempo confermate dalla Asl di Pescara che, a seguito di un sopralluogo effettuato in data 7 agosto, ha rilevato una serie di criticità e ha chiesto al Comune di Pescara e alla Regione Abruzzo di procedere con specifici interventi di messa in sicurezza, bonifica e igiene dell’area. Eppure, mentre aumenta lo scambio epistolare tra gli enti e i soggetti coinvolti, sul posto non sembra muoversi nulla. E l’ultimo episodio dimostra quanto sia urgente intervenire”.
“Parliamo”, ricorda il consigliere regionale “di quanto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 agosto, quando sono stati sparati dei fuochi d’artificio proprio nella parte oggetto del crollo del tetto. A pochi centimetri dal tetto in legno che è ancora a terra, non rimosso, all’interno delle transenne che ormai non impediscono a nessuno l’ingresso. Cosa sarebbe potuto accadere è facile immaginarlo. Del resto, che le transenne non fossero sufficienti a impedire l’accesso all’area era già emerso durante la Festa di Sant’Andrea”.
“L’azienda sanitaria si è nel frattempo attivata”, prosegue Blasioli: “l’Ufficio Igiene, in data 7 agosto, ha realizzato un sopralluogo in loco e cinque giorni dopo, il 12 agosto, ha confermato in una nota tutte le nostre preoccupazioni chiedendo al Comune di Pescara, al servizio Pubblica incolumità e alla Regione Abruzzo di procedere con gli interventi necessari”.
Nel quadro descritto dalla Asl: “folta vegetazione all’interno, che fuoriesce sia dalla parte superiore sia da quella inferiore delle mura, condizioni di incuria, cancelli ossidati, persiane rotte sul lato mare, rifiuti di varia natura e all’interno una struttura in mattoni ammalorata e con porte divelte”.
Da qui una lunga serie di prescrizioni: “Mettere in sicurezza il marciapiede, con particolare riferimento alle porzioni sporgenti, e procedere a una valutazione tecnica, da parte degli uffici competenti, dell’immobile e delle sue parti; chiudere tutte le aperture: porte, finestre e cancelli, al fine di vietare l’ingresso a terzi non autorizzati e agli animali; rimuovere e smaltire i rifiuti; procedere allo sfalcio dell’area; effettuare interventi di derattizzazione e disinfestazione”.
“Queste operazioni avrebbero dovuto essere eseguite entro 5 giorni ma ad oggi, quando sono ormai trascorsi altri 19 giorni, nulla si è mosso. Ora è urgente e non più rinviabile procedere alla messa in sicurezza e all’ottemperanza delle misure richieste dalla Asl di Pescara. Chiediamo al Comune di Pescara di emettere un’ordinanza contingibile e urgente e di agire in danno qualora la società concessionaria o la Regione non provvedano a quanto richiesto”, conclude il consigliere Pd.



