Trasporti, “Risorse regionali da utilizzare meglio. Via il regionale Roma-Pescara, spazio a due collegamenti veloci per Ancona”

Abruzzo. “Le risorse sono per definizione limitate e proprio per questo devono essere utilizzate con la massima efficacia possibile, senza disperderle”. Parte da questa considerazione Tino Di Cicco, presidente del Dopolavoro Ferroviario di Pescara, per sollevare una riflessione sulle scelte della Regione Abruzzo in materia di trasporto ferroviario regionale.
Nel mirino finisce il Regionale Veloce 19762 di Trenitalia, in partenza da Roma Tiburtina alle 18.45 e con arrivo previsto a Pescara Centrale alle 22.34.
Secondo Di Cicco, il collegamento presenterebbe alcune criticità, a partire dai tempi di percorrenza. «Fino a poco tempo fa impiegava 3 ore e 22 minuti per collegare Roma a Pescara, mentre adesso ne impiega 3 ore e 49».
Ma, secondo il presidente del Dopolavoro Ferroviario, il problema principale sarebbe un altro: il numero ridotto di passeggeri.
“Poco prima parte un altro regionale”
La ragione, secondo Di Cicco, sarebbe legata alla presenza di un altro collegamento ferroviario che parte poco prima.
“Poco prima della partenza del Regionale Veloce 19762 da Roma Tiburtina parte il regionale TUA 90524. Pur essendo un regionale ordinario, impiega 3 ore e 27 minuti, quindi 22 minuti in meno rispetto al regionale veloce”.
Una situazione che Di Cicco definisce «sinceramente strana», sottolineando come in questo caso un regionale ordinario finisca per essere più rapido di quello classificato come veloce.
“È evidente allora perché i passeggeri non utilizzano il Regionale Veloce 19762: è preceduto di poco da un altro treno regionale che impiega meno tempo per arrivare a Pescara”.
“Due milioni e mezzo all’anno”
La questione, secondo Di Cicco, assume particolare rilevanza alla luce dei costi sostenuti dalla collettività.
«Bisogna sapere che far circolare il Regionale Veloce 19762 da Roma a Pescara costa al bilancio della nostra comunità circa 2 milioni e mezzo di euro ogni anno».
Da qui la proposta di rivedere l’utilizzo delle risorse.
«Perché utilizzare quelle risorse per un treno al quale i passeggeri non sono interessati quando, a parità di risorse utilizzate, si potrebbero attivare due regionali veloci Pescara-Ancona?».
Secondo Di Cicco, i due collegamenti potrebbero essere coordinati con due degli undici regionali veloci attivati dalla Regione Marche sulla tratta Ancona-Piacenza, creando così collegamenti che consentirebbero agli abruzzesi di raggiungere Bologna e, in alcuni casi, anche Milano utilizzando treni regionali veloci.
«Un’alternativa alle Frecce Rosse»
La proposta, nelle intenzioni del presidente del Dopolavoro Ferroviario di Pescara, avrebbe anche un’importante ricaduta economica per i viaggiatori.
«Se si realizzasse questa proposta, gli abruzzesi avrebbero un’alternativa alle Frecce Rosse del monopolista Trenitalia e potrebbero ridurre moltissimo il costo del viaggio lungo la linea adriatica».
Di Cicco richiama infine i dati sulla domanda di mobilità ferroviaria lungo la direttrice adriatica.
«Sulla relazione Pescara-Bologna c’è il massimo della domanda di trasporto ferroviario da parte dei nostri concittadini e, purtroppo, anche il minimo dell’investimento da parte della nostra Regione».
Per il presidente del Dopolavoro Ferroviario di Pescara, dunque, la questione non è soltanto quella di modificare un singolo collegamento, ma di ripensare l’utilizzo delle risorse pubbliche sulla base della domanda effettiva dei cittadini, privilegiando le tratte che possono offrire maggiori benefici alla mobilità abruzzese.



