
“Con ordinanza urgente del 19 agosto, il sindaco di Montorio Fabio Altitonante ha fatto rimuovere uno storico manufatto riportante il simbolo della falce e martello. Questo simbolo, che storicamente rappresenta l’alleanza storica tra i lavoratori agricoli e quelli dell’industria, per i montoriesi rappresenta l’alleanza politica di comunisti e socialisti ed è il monumento per eccellenza che simboleggia le battaglie portate avanti dai lavoratori del Vomano. Issata per la prima volta nel 1948, fu installata definitivamente sul muro a metà anni 50 e da li è rimasta fino ad oggi, resistendo ai terremoti e alle intemperie”.
A dirlo i consiglieri di opposizione di Visione Comune, Alessia Nori, Raissa Tarantelli, Raniero Barnabei e Alessandro Di Giambattista.
“L’opera è molto importante non solo dal punto di vista affettivo, ma anche dal punto di vista storico o etnoantropologico, legato alla storia del territorio, alle lotte operaie, e alla memoria politica locale del secondo dopoguerra. Come Visione Comune ci chiediamo se fosse necessario rimuovere urgentemente, a ferragosto, un manufatto di tale importanza. Precisiamo che la legge protegge il manufatto, la tutela è garantita dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.L. 22 gennaio 2004, n.42). Nel caso della falce e martello di Montorio, questo vincolo è automatico (ope legis), perché è un bene pubblico della collettività. In base alla legge, essendo l’opera storica, avendo più di 50 anni, scatta la presunzione di culturalità”.
“Ci chiediamo se l’amministrazione comunale abbia seguito tutti i passaggi previsti dalla legge: è stata comunicata alla Soprintendenza dei beni culturali lo smantellamento dell’opera? Sussiste una “Dichiarazione di interesse culturale” notificata dalla stessa Soprintendenza? In base a quanto stabilito dall’articolo 21 del Codice dei beni culturali “è vietato demolire, modificare o restaurare il bene senza il preventivo via libera della Soprintendenza competente.” Non solo, il custode dell’opera ha l’obbligo di conservare integralmente il manufatto. Significa che l’opera è considerata bene culturale a tutti gli effetti di legge in via provvisoria. Il Comune non può fare nulla sul manufatto finché non viene attivata la procedura formale di “Verifica dell’interesse culturale”. Cosa avrebbe dovuto fare il sindaco? Innanzitutto non poteva rimuovere il manufatto senza autorizzazione. È vero che la sovrintendenza dei beni culturali ha chiesto una relazione tecnica prima di rimuovere il manufatto? La relazione è stata presentata?”.
E ancora: “Ricordiamo che il Comune non poteva spostare il manufatto e lo ha fatto, ricordiamo che non può demolirlo, alterare o restaurare il monumento di propria iniziativa. Dove è stato collocato? Verrà riposizionato sulla stessa parete? Queste sono le prime urgenti risposte che l’opposizione chiede al sindaco, il quale, invece di atteggiarsi sul palco dovrebbe occuparsi di tutelare i beni della collettività e, ogni tanto, ricordarsi di essere il primo cittadino di tutti”.





