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Teramo

Castellalto, “La maggioranza Rocci perde pezzi. E non pezzi qualunque”

L'opposizione parla di "frattura politica che non si può più nascondere"

Castellalto. “Il presidente del Consiglio comunale, il vicesindaco, un assessore e una consigliera hanno formato un nuovo gruppo, rendendo evidente una frattura politica che ormai nessuno può più nascondere”.

 

Ad esordire così è il gruppo consiliare di opposizione composto da Ettorre Rita, Tini Valentina e Di Stefano Giovanni Carmine.

“Non parliamo di figure di secondo piano, ma di quattro esponenti centrali dell’Amministrazione comunale. Quando persone con incarichi così importanti decidono di prendere pubblicamente le distanze, non si può più parlare di una semplice incomprensione o di un normale disaccordo interno. Siamo di fronte a una vera crisi politica della maggioranza. Il quadro rassicurante mostrato ai cittadini, anche durante i Consigli comunali, è definitivamente caduto. Dietro quell’apparente unità, la maggioranza era evidentemente già in frantumi”.

La questione più grave, però“, proseguono i consiglieri di minoranza, “non è soltanto la spaccatura, ma ciò che i quattro amministratori hanno avuto il coraggio di portare alla luce, rompendo il silenzio. Si parla di “comportamenti inaccettabili, caratterizzati da arroganza” e di persone che, pur non avendo ricevuto alcun mandato dai cittadini, continuerebbero “dall’ombra a dettare l’agenda politica”. Parole importanti, che meritano la massima attenzione e che descrivono una situazione ben più grave delle semplici tensioni interne poiché “l’arroganza” e le decisioni prese “dell’ombra” sono del tutto incompatibili con il ruolo di chi ha l’onore e il dovere di amministrare nell’interesse dei cittadini”.

E ancora: “Per anni ci hanno descritti come i soliti oppositori polemici, soltanto perché abbiamo denunciato un sistema chiuso, nel quale il confronto viene vissuto come un fastidio e chi pone domande rischia di diventare improvvisamente scomodo. Basti pensare a quanto sia diventato difficile, per l’opposizione, esercitare persino le proprie normali funzioni di controllo: ottenere gli atti richiesti può trasformarsi in un percorso ad ostacoli e perfino la possibilità di porre una domanda direttamente in Consiglio è stata limitata, imponendo interrogazioni esclusivamente scritte e depositate almeno 24 ore prima della seduta. Questa volta, però, ci spiace deludere la maggioranza: non sarà possibile sviare l’attenzione riconducendo tutto alla solita polemica sterile dell’opposizione o all’ennesimo attacco inventato contro l’Amministrazione. E non basterà neppure il consueto invito a “informarsi e studiare”.

“A cristallizzare ciò che accade nel palazzo sono oggi persone che ricoprono ruoli centrali in Giunta e in Consiglio, accanto al sindaco Rocci, e che conoscono per esperienza diretta il modo in cui vengono assunte le decisioni. Il sindaco Rocci sostiene che tutto sia trasparente e tracciabile. Bene. Ma la questione non riguarda soltanto chi firma gli atti in Comune. Riguarda chi decide davvero la linea politica. Perché una cosa è sapere chi mette la firma. Un’altra è capire dove e, soprattutto, da chi vengono prese le decisioni. Castellalto non merita di essere amministrata come un teatro, con gli eletti dai cittadini sul palco e qualcun altro dietro il sipario a scrivere il copione”.

“Non gioisco per questa crisi, ma non posso fingermi sorpresa”, commenta l’ex assessore Valentina Tini, oggi consigliera di minoranza. “Sono uscita dalla maggioranza perché non ho accettato di adeguarmi a un sistema nel quale chi ragiona con la propria testa finisce per diventare scomodo. Il copione sembra ancora una volta scritto dallo stesso cono d’ombra. Chi si adegua può restare, chi pone domande viene accompagnato verso l’uscita. Cambiano i nomi di chi viene messo da parte, ma la regia sembra restare sempre la stessa. Ricordo che prima di me altri consiglieri avevano già pagato il prezzo del dissenso. Oggi, però, a portare alla luce queste dinamiche sono quattro figure centrali dell’Amministrazione. Cambiano i sindaci, gli assessori e i consiglieri, ma certe influenze, all’apparenza fin troppo familiari, sembrano sopravvivere a ogni stagione politica. Se, come affermano i quattro amministratori, c’è chi, senza alcun mandato, continua a dettare l’agenda politica e a dirigere la scena da dietro le quinte, allora è bene ricordare una cosa molto semplice: chi agisce nell’ombra, evidentemente, non ha alcun mandato politico oppure ha dimenticato che il proprio è scaduto da tempo. Quello affidato dai cittadini agli eletti, invece, deve essere rispettato.

Ora il sindaco Rocci ha il dovere di presentarsi in Consiglio comunale e spiegare chiaramente se dispone ancora di una maggioranza, quali siano gli attuali equilibri della Giunta e del Consiglio e, soprattutto, se l’Amministrazione goda di piena autonomia politica o se le sue scelte siano influenzate da soggetti privi di mandato elettorale. Ma soprattutto è arrivato il momento di dare risposte precise. Chi sono i “soggetti privi di mandato popolare” ai quali fanno riferimento i quattro amministratori? In quali circostanze avrebbero condizionato l’agenda politica? Quali richieste di cambiamento del “modus operandi” sarebbero state ignorate?”

Ed ancora: “esistono persone prive di incarichi istituzionali che accedono agli uffici comunali o partecipano a riunioni nelle quali vengono affrontate questioni amministrative o politiche? Se sì, chi sono, con quale ruolo e a quale titolo? Sono domande legittime, che nascono direttamente dalle dichiarazioni rese da esponenti della stessa maggioranza e alle quali il Consiglio comunale e, soprattutto, i cittadini di Castellalto hanno diritto di ricevere risposta. A giudicare dall’ultimo comunicato stampa della lista “Insieme (ma non più di tanto) per Castellalto”, sembrerebbe però che il cono d’ombra si sia ulteriormente allungato e abbia già prodotto i suoi effetti. Ai quattro amministratori esprimiamo la nostra solidarietà e riconosciamo il coraggio di aver reso pubblica una situazione che, evidentemente, non ritenevano più accettabile. Abbiamo avuto e continueremo ad avere posizioni politiche diverse, ma c’è un principio che ci accomuna e sul quale non possono esserci divisioni: occorre restituire autonomia agli eletti, trasparenza all’Amministrazione e fiducia ai cittadini.

“Di certo, in questo momento, ai cittadini non servono né l’ennesimo messaggio rassicurante né la solita fotografia di circostanza. Servono nomi, fatti e risposte. Perché dopo quanto dichiarato da quattro esponenti centrali della stessa maggioranza, far finta che nulla sia accaduto non è più possibile”.

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