
Torna, nella splendida cornice della Pineta del Pescatore di via Taranto a Silvi, la terza edizione di SilvArt, il Festival Internazionale di Teatro 2026.
La manifestazione, diventata un punto di riferimento culturale per l’estate abruzzese, propone un cartellone ricco di grande drammaturgia, comicità d’autore e incontri di prestigio.
L’evento è organizzato con la direzione artistica di Alfio D’Agata, la produzione/coordinamento di Buona la Prima Production, ed è realizzato con il patrocinio e il sostegno di Regione Abruzzo (Abruzzo Cultura), del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, della Provincia di Teramo e del Comune di Silvi.
Le quattro rappresentazioni si terranno in due serate con inizio alle 21. La prima si terrà domenica 23 agosto con Editta Corneli, Mauro Selvaggi e Roberto Mazzone che apriranno il festival di teatro con “Pericolosamente”, un irresistibile atto unico della tradizione comica partenopea che mette in scena con brillante ironia le dinamiche di coppia e i paradossi delle relazioni umane. Seguirà “Straordinario”, uno spettacolo eclettico che unisce satira, talento vocale e verve comica, scritto, diretto e interpretato da Mario Zamma.
La sera successiva, lunedi 25 agosto saranno di scena Concetta Alcini, Mauro Selvaggi e Roberto Mazzone con “Amicizia” di Eduardo De Filippo, un capolavoro che indaga sul valore dell’amicizia, dell’illusione e del gioco delle parti con raffinato acume drammatico.
Chiuderà SilvArt “Fuori di me” scritto e interpretato da Antonio Catania con le musiche eseguite dal vivo dall’autore Sergio Colicchio. Un viaggio intimo, ironico e travolgente tra aneddoti, ricordi e riflessioni di una vita artistica vissuta a colori. Antonio Catania, uno degli attori più amati, eclettici e premiati del cinema, del teatro e della fiction televisiva italiana, che vanta una carriera trentennale costellata di successi. Ha collaborato con alcuni dei più grandi registi italiani — da Gabriele Salvatores (Mediterraneo, Puerto Escondido, Nirvana) a Nanni Moretti (Il caimano), fino a Carlo Mazzacurati, Paolo Virzì e Ferzan Özpetek — oltre a ruoli cult sul piccolo schermo e in commedie d’autore. La sua cifra stilistica unisce con naturalezza una raffinata vena comica e surreale a una profonda ed empatica sensibilità drammatica.



