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Teramo

Da Giulianova a Londra: la sfida di Giuseppe Persiani tra intelligenza artificiale e cinema

Giulianova. Ha radici profondamente giuliesi, ma da anni porta la sua esperienza e le sue competenze nel mondo.

Giuseppe Persiani, cittadino di Giulianova, ha costruito un percorso professionale internazionale che lo ha portato prima in California, dove ha vissuto per dieci anni, e successivamente a Londra, dove da dodici anni vive e lavora nel settore dell’intelligenza artificiale, della trasformazione digitale e delle tecnologie avanzate.

Un legame con Giulianova che, nonostante la lunga esperienza all’estero, è rimasto forte e che oggi si intreccia con un progetto cinematografico nato da una passione coltivata fin da giovanissimo.

La sua storia con l’intelligenza artificiale affonda le radici nel 1990, quando, ancora studente universitario, un professore gli fece conoscere il mondo delle reti neurali. Da autodidatta, utilizzando il linguaggio Smalltalk, Persiani sviluppò un sistema capace di combinare reti di Kohonen, backpropagation e strumenti di autoapprendimento, con l’obiettivo di riconoscere la scrittura a mano.

Un’esperienza che, come racconta lo stesso Persiani, gli fece percepire per la prima volta una sorta di rapporto tra l’uomo e una macchina capace di apprendere, tanto da arrivare a chiamarla simbolicamente “il mio primo figlio”.

Un percorso universitario interrotto a causa di difficoltà familiari, ma una passione che non si è mai fermata. Decenni dopo, quella stessa intuizione è tornata al centro della sua attività e ha contribuito alla nascita del progetto cinematografico “Frank e Prometheus”, nel quale tecnologia, intelligenza artificiale e dimensione umana si incontrano.

Il film nasce proprio da quell’esperienza giovanile: la storia di un essere umano che crea una macchina capace di imparare, costruisce con essa un legame e insieme cerca di realizzare qualcosa che possa andare oltre le possibilità del singolo.

Al centro della narrazione c’è anche lo Starpack, un’invenzione tecnologica che rappresenta una visione precisa del futuro: rendere l’abbondanza accessibile, portare energia pulita in uno zaino e immaginare un mondo nel quale la scarsità possa progressivamente lasciare spazio a nuove possibilità.

Ma il progetto non vuole essere soltanto una riflessione sulla tecnologia. La vicenda di Frank affronta anche temi profondamente umani: l’ossessione per ciò che si è iniziato, la fatica del lavoro incompiuto, la capacità di comprendere quando è il momento di lasciar andare e, soprattutto, il valore del ritorno alle persone e ai luoghi che contano.

Una storia che parte idealmente da un giovane studente e dalle sue prime intuizioni sulle reti neurali e arriva oggi a un professionista affermato nel panorama internazionale dell’intelligenza artificiale, senza mai spezzare il legame con Giulianova, città della quale Giuseppe Persiani è cittadino e che continua a rappresentare una parte importante delle sue radici.

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