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Operato il papà aggredito per aver difeso il figlio: le condizioni sono gravissime

L'uomo, 50 anni, colpito da un pugno sul lungomare

Chieti. Restano disperate le condizioni del cinquantenne di Lanciano (Chieti) finito in ospedale dopo essere intervenuto, nella notte di domenica, per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia (Chieti).

L’uomo, sottoposto a intervento neurochirurgico, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara.

È in coma e la prognosi resta riservata. Gravissime, secondo quanto si apprende, le lesioni cerebrali riportate.
L’uomo, stando a una prima ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato colpito da un pugno alla mandibola sferrato da un diciottenne del posto e, cadendo, potrebbe aver battuto la testa. Intanto vanno avanti le indagini per il reato di lesioni aggravate condotte dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Lanciano – titolare del fascicolo è la pm Elena Belvederesi – per fare piena luce sull’accaduto.

“Massima vicinanza al 50enne di Lanciano, ricoverato in condizioni serie all’ospedale di Pescara dopo essere stato colpito da un pugno, nella notte tra sabato e domenica a Fossacesia, mentre cercava di sedare un diverbio tra ragazzi, nel quale era coinvolto anche il figlio. Un pensiero e un abbraccio vanno ai suoi familiari, che stanno vivendo momenti di grande apprensione. Fatti del genere, sui quali sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine, sono gravi e inaccettabili. Non possiamo continuare ad assistere a episodi nei quali discussioni banali tra giovani e giovanissimi degenerino a tal punto da mettere a rischio la vita delle persone”. Così Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega.

“Quanto accaduto ieri – sottolinea – riporta inevitabilmente alla mente la tragedia avvenuta solo pochi mesi fa a Massa, dove un papà di 47 anni è stato ucciso davanti agli occhi del figlioletto di 11 anni. Per questa vicenda sono sotto indagine cinque ragazzi. Entrambi gli episodi, su cui gli inquirenti stanno facendo piena luce, sono accomunati da una violenza che non può e non deve lasciare indifferenti e che va condannata. Una volta accertati i fatti e tutte le responsabilità, chi si è reso protagonista di gesti tanto gravi dovrà risponderne nelle sedi competenti. La sicurezza e la tutela dei cittadini – conclude – sono e devono continuare ad essere una priorità assoluta”.

 

 

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