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Pescara

Una “stazione di posta” a Pescara: 24 posti letto per i senza dimora

Pescara. Taglio del nastro, questa mattina, a Pescara, della “stazione di posta”, una struttura destinata alle persone in condizioni di povertà, di marginalità anche estrema e senza dimora.

Negli spazi di via Enzo Ferrari 2 è possibile ricevere assistenza, con l’erogazione di beni e servizi primari tra i quali anche l’accoglienza notturna (ci sono 24 posti letto). Un progetto portato avanti dal Comune di Pescara nell’ambito della missione 5 del PNRR (l’importo del finanziamento ottenuto è pari 1.090.000 euro) grazie alla collaborazione fondamentale con Rfi che ha messo a disposizione i locali con comodato d’uso gratuito per trent’anni.

All’inaugurazione, oltre al sindaco Carlo Masci e all’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio, c’erano tutte le componenti di Rfi che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto, a partire dallo Station Manager Ancona Daniele Presciutti della Direzione Operativa Stazioni di Rfi, oltre al prefetto Luigi Carnevale e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, con il personale del settore Politiche sociali del Comune, a partire dalla dirigente Roberta Pellegrino. Presente anche On The Road, presieduta da Massimo Ippoliti, che si occupa della gestione.

Le attività previste in favore dei senza dimora sono diverse: si parte dal front office e si passa alla presa in carico con l’invio ai servizi sociali, per poi offrire direttamente sul posto servizi che vanno dall’igiene personale (compresa la lavanderia) alla distribuzione di beni essenziali (come kit di abbigliamento, alimentari e per igiene) fino al servizio di deposito bagagli e all’accoglienza notturna. La piena operatività è prevista a settembre, per quanto riguarda l’accoglienza notturna. Intanto On the road (che si occuperà della stazione di posta fino alla fine di novembre 2026 e che si sta già occupando di una struttura ponte), ha preso in carico circa 250 persone che potranno usufruire di questa nuova realtà. La prossima settimana sarà pubblicato dal Comune l’avviso per la gestione futura (da dicembre in poi): la formula sarà quella della coprogettazione (per 18 mesi).

“Con questa struttura facciamo un altro salto di qualità sulla via della solidarietà per accogliere persone che chiedono una mano tesa”, ha detto Masci. “Diamo una risposta concreta, seria, creando uno spazio per coloro che vivono in strada, fornendo loro assistenza diurna e un giaciglio notturno. Questo è un altro luogo per rendere la nostra città sempre più civile, per dare risposte. Grazie a Rfi e a tutti coloro che hanno lavorato qui e con noi, e al grande gioco di squadra che si è creato per raggiungere l’obiettivo. Ciò che vogliamo è non vedere più persone che vivono in strada, aiutandole, facendo in modo che la sussidiarietà non sia solo una parola da usare nei convegni. I senza dimora che dormivano fuori alla stazione erano 200, ora si contano sulle dita di una mano e questo posto è una risposta ulteriore”, ha concluso Masci.

“Siamo particolarmente soddisfatti perché mettiamo un altro tassello in un quadro di interventi e di servizi più ampio”, ha commentato l’assessore Sulpizio. “Qui non c’è solo un posto dove dormire ma molto altro, a partire dalle semplici informazioni fornite a chi arriva qui, oppure una doccia, per finire con un posto letto, utile in particolare nei mesi più freddi. E tutto questo si affianca agli altri progetti che abbiamo già avviato in favore di chi vive nella marginalità, a cominciare dalle case destinate all’housing first (un tempo appartenevano alla criminalità), attraverso le quali cerchiamo di dare una prospettiva di vita a queste persone”.
“Una struttura incredibile, che supera le aspettative, non solo bella – il che aiuta moltissimo ad attivare percorsi di aiuto – ma anche molto funzionale”, ha commentato Ippoliti di On the Road. “La persona viene contattata dalle unità di strada, veicolata qui, e se ci sono presupposti può ottenere accoglienza qui o negli appartamenti del Comune confiscati e ristrutturati. I servizi forniti qui sono quelli igienico sanitari (con bagni, docce e lavanderia), oltre ai letti, ma qui a fianco c’è l’help center, con laboratori, uffici per l’inserimento lavorativo, e poi abbiamo un collegamento con il Comune per i tirocini. Da qui si può puntare ai percorsi di fuoriuscita dalla marginalità, dando davvero una grande risposta, con una ottima disponibilità di posti letto che si aggiungono a quelli già esistenti in città, da parte della Caritas e con il Piano freddo del Comune”.

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