
Montorio. Autismo Abruzzo APS torna a denunciare con forza un’emergenza che non riguarda più solo il teramano, ma l’intera regione: l’assenza di una rete adeguata di servizi e strutture residenziali e socio-sanitarie per ragazzi e adulti con autismo.
Una carenza strutturale che oggi costringe intere famiglie a scelte drammatiche, spesso fuori dai confini regionali, e che le Istituzioni abruzzesi continuano a rinviare invece di affrontare.
Il caso più emblematico è quello del Nucleo Residenziale per l’Autismo di Montorio al Vomano, previsto e autorizzato dalla Regione Abruzzo con la DGR n. 4 del 12 gennaio 2026. A distanza di mesi dall’autorizzazione, la Regione non ha ancora pianificato l’erogazione dei fondi necessari all’attivazione del servizio di supporto. Un atto formale che, senza risorse, resta lettera morta.
Il prezzo di questa inerzia è già misurabile: solo nel 2026, la ASL di Teramo ha dovuto disporre l’invio fuori regione di almeno tre ragazzi e adulti autistici, non trovando sul territorio una risposta residenziale adeguata alle loro necessità. Una decisione dettata dal legittimo diritto delle persone a ricevere cura e assistenza, ma anche dalla scarsa capacità programmatoria della Regione Abruzzo.
Franco, 29 anni, autismo severo, è una di queste storie. Dopo aver perso il padre disabile, aveva necessità di un servizio più ampio di quello previsto dal centro diurno di Montorio al Vomano. La madre Sabrina, da tempo sottoposta a un carico assistenziale enorme sul piano fisico e psicologico, aveva richiesto e ottenuto dalla ASL teramana l’autorizzazione all’inserimento nel Nucleo Residenziale per l’Autismo, presente sempre a Montorio. L’assenza dei fondi necessari all’attivazione di questo servizio da parte della Regione ha costretto Franco ad andare in Molise, con costi comunque a carico della Regione Abruzzo. Un percorso che la famiglia avrebbe potuto vivere accanto ai propri affetti, nel proprio territorio, se solo la struttura autorizzata fosse stata messa nelle condizioni di funzionare.
La DGR 184 del 14 aprile 2026 ha incrementato alcuni posti nei diversi setting assistenziali esistenti, ma non affronta il nodo di fondo: la totale assenza di nuove strutture residenziali dedicate. Ad oggi, nessuna nuova struttura risulta programmata prima del 2028. Un orizzonte temporale inaccettabile per famiglie che vivono ogni giorno, senza pause né sostituti, il peso della cura dei propri cari.
Le criticità non sono circoscritte al teramano: coinvolgono con la stessa intensità le province di L’Aquila e Pescara, dove la carenza di strutture a bassa intensità assistenziale per persone autistiche con ridotte necessità di supporto resta un problema irrisolto.
A pagare il prezzo più alto di questi ritardi sono soprattutto i nuclei familiari più fragili: genitori soli che si prendono cura in autonomia dei propri figli autistici, e famiglie con due o più figli con disabilità, per le quali l’assenza di una rete residenziale e socio-sanitaria adeguata significa l’impossibilità di programmare un futuro, anche solo a breve termine, per i propri cari.
Va riconosciuto che, a seguito dei lavori della Commissione Sanità e della Commissione di Vigilanza, è stata riscontrata un’integrazione dei fondi per l’autismo a favore della ASL 01 L’Aquila. Un segnale positivo, ma parziale: la strada da percorrere resta lunga, e non può essere lasciata a iniziative sporadiche.
Autismo Abruzzo APS rivolge da questa sede una chiamata formale a tutte le Istituzioni competenti:
alla Regione Abruzzo, affinché pianifichi senza ulteriori rinvii l’erogazione dei fondi già autorizzati per il Nucleo di Montorio al Vomano e definisca una programmazione regionale delle strutture residenziali per l’autismo con orizzonte temporale certo, anticipato rispetto al 2028;
alle quattro ASL regionali (L’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti), affinché uniformino su tutto il territorio l’accesso ai servizi socio-sanitari per l’autismo, superando le disomogeneità che oggi penalizzano alcune province più di altre;
all’ANCI Abruzzo, affinché i Comuni siano coinvolti attivamente nella co-progettazione dei servizi territoriali e residenziali, mettendo a sistema le risorse e le competenze locali a supporto delle famiglie.
Autismo Abruzzo APS resta al fianco delle famiglie a titolo gratuito, per difendere i diritti dei loro figli autistici, ed è da sempre disponibile a collaborare con le Istituzioni per rappresentare le necessità reali del territorio e offrire proposte e soluzioni concrete.
Costruire un futuro dignitoso per un adulto autistico richiede una collaborazione aperta al contributo di chiunque abbia un’esperienza reale e valida da mettere a disposizione. Non esistono soluzioni standard: ogni persona autistica ha diritto a un progetto di vita personalizzato, costruito nel rispetto delle proprie ambizioni e competenze.
Le famiglie sono chiamate, ogni giorno, a sostenere questo percorso. Le Istituzioni hanno il dovere di dare risposte concrete, e di darle ora.



