Campli, il sindaco predica trasparenza: ma il Comune non risponde nemmeno al difensore civico

Campli. È scontro totale a Campli sul fronte della trasparenza amministrativa. I consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un esposto formale al Prefetto di Teramo per denunciare il blocco sistematico dell’accesso agli atti.
Secondo la minoranza, l’amministrazione guidata dal sindaco Federico Agostinelli ignorerebbe da quasi due mesi le richieste di chiarimento su temi cruciali, dal debito fiscale milionario ai fondi per la ricostruzione.
La vicenda ha inizio il 26 maggio scorso. I consiglieri di minoranza depositano una serie di richieste di accesso ai documenti, un diritto che la legge garantisce ai rappresentanti dei cittadini senza obbligo di motivazione. Da quel momento, però, cala il silenzio.Dopo quasi cinquanta giorni di mancate risposte, lo scorso 2 luglio si registra il duro intervento del Difensore Civico della Regione Abruzzo. L’autorità ha ribadito formalmente che il diritto di accesso dei consiglieri è “incondizionato” e che il silenzio degli uffici lede le prerogative democratiche. Di fronte al perdurare del blocco, il 13 luglio l’opposizione ha deciso di rivolgersi direttamente alla Prefettura.
I documenti finiti al centro della contesa riguardano la gestione finanziaria e i servizi essenziali del comune. In particolare, l’opposizione chiede di fare luce su: I fondi USR: Che fine hanno fatto le risorse dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione destinate al polo scolastico e alla frazione di Castelnuovo? I pagamenti ai fornitori: C’è chiarezza sulle scadenze e sui saldi della ditta dei rifiuti, dello scuolabus e dell’illuminazione pubblica? Il “buco” fiscale: Com’è composto il debito da 1,7 milioni di euro verso il fisco spuntato nel rendiconto 2025?
Nel mirino della minoranza finiscono anche i tempi della macchina amministrativa. Il sindaco Agostinelli viene definito “il re dei ritardi”, accusato di aver mancato i termini di approvazione dei rendiconti per il terzo anno consecutivo. “Chi ha i conti in ordine li mostra”, attaccano i consiglieri in una nota. “Perché non ci consegnano le carte? Ogni giorno di silenzio alimenta il dubbio che si voglia ostacolare il nostro lavoro di controllo. Finché gli atti restano chiusi nei cassetti, il sindaco si risparmi la parola trasparenza”. Ora la parola passa al Prefetto.



