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Chieti

Vendita alcolici a minori, a Chieti bar chiuso per 10 giorni

Chieti. Il questore della provincia di Chieti, Leonida Marseglia, ha disposto la chiusura per dieci giorni di un bar del centro storico di Chieti dove veniva somministrato alcol a minorenni per violazione dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Nella serata di ieri è stata accertata l’avvenuta somministrazione di bevande alcoliche a tre ragazze minorenni, due delle quali quindicenni ed una sedicenne, da parte di un collaboratore del titolare del bar.

Per tali fatti il responsabile degli illeciti verrà denunciato all’autorità giudiziaria per la violazione per la somministrazione di alcolici alle due quindicenni e gli verrà contestata, in solido con l’intestatario della licenza, la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 14 ter della Legge n. 125 del 30.03.2001, per la somministrazione alla ragazza sedicenne.

Nel provvedimento è stigmatizzato il fatto – si legge in una nota – che, pur trattandosi di un unico episodio illecito accertato, esso è connotato da particolare gravità in quanto ha riguardato nel medesimo contesto temporale ben tre soggetti, tutti giovanissimi, e in quanto, come pure riconosciuto dal Ministero della Salute, il consumo di alcol nei giovani può determinare gravi implicazioni in ambito, non solo sanitario, ma anche psico-sociale, data la facilità di associazione con altri comportamenti a rischio, assenze scolastiche, riduzione delle prestazioni scolastiche, aggressività e violenza, oltre alle possibili influenze negative sulle abilità sociali e sullo sviluppo cognitivo ed emotivo; può inoltre portare a condizioni patologiche estreme come l’intossicazione acuta alcolica o l’alcol dipendenza; altri problemi nascono dalla diffusione di un uso dell’alcol simile a quello delle altre sostanze psicoattive, con finalità di sballo e ricerca dell’ubriachezza, uso che rischia tra l’altro di fungere da ponte verso le sostanze psicoattive illegali”.

Nello stesso contesto sono state accertate anche carenze da un punto di vista igienico sanitario, violazioni in materia di sicurezza del lavoro e l’impiego di un lavoratore in nero, con conseguenti sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

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