Roseto, Riserva del Borsacchio: la Regione torna sui suoi passi
Il testo di legge

Roseto. Con l’approvazione della Legge Regionale 3 luglio 2026, n. 13, la Regione Abruzzo compie un importante passo in avanti sulla vicenda della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, ripristinando finalmente le norme di salvaguardia sull’intero perimetro originario dell’area protetta per tutto il perimetro previgente di 1140 ettari, riportando de facto la Riserva al suo perimetro pre modifica.
L’articolo 6 della nuova legge modifica infatti l’art. 25 della L.R. 4/2024, stabilendo che, nelle more del completamento del procedimento di riperimetrazione previsto dalla normativa nazionale e regionale sulle aree protette, all’interno dell’intero previgente perimetro della Riserva tornano ad applicarsi le norme di salvaguardia previste dalla legge istitutiva del 2005.
Dopo oltre due anni di polemiche seguite al drastico ridimensionamento della Riserva, ridotta da oltre 1.148 ettari a soli 24,7 ettari con la legge di stabilità regionale del 2024, si torna a guardare avanti.
La nuova disposizione rappresenta di fatto il riconoscimento delle criticità emerse nella vicenda. Dopo le contestazioni sollevate dalle associazioni, gli interventi del Governo e dei Ministeri competenti e i numerosi rilievi giuridici sulla procedura adottata, la Regione ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di proseguire lungo il percorso che aveva portato alla drastica riduzione dell’area protetta.
“Riteniamo questo intervento della Regione Abruzzo un risultato molto importante – dichiara Filomena Ricci Delegata WWF Abruzzo – frutto di un lungo lavoro portato avanti dalle associazioni, in particolare dalle Guide del Borsacchio e dal WWF Abruzzo. In questi anni abbiamo coinvolto il Governo nazionale e i Ministeri competenti, promosso una grande mobilitazione civica insieme a centinaia di organizzazioni, una petizione da 32000 firme e intrapreso anche azioni legali, tra cui il ricorso al TAR. Il ripristino delle norme di salvaguardia dimostra che le ragioni della tutela ambientale erano giuste e fondate.”
“Ora auspichiamo – prosegue Marco Borgatti Presidente Guide del Borsacchio – che questo sia soltanto il primo passo. Chiediamo alla Regione Abruzzo di ripristinare definitivamente il perimetro originario della Riserva, necessario per approvare il Piano di Assetto Naturalistico, già formalmente adottato dal consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, e dotare finalmente, dopo oltre vent’anni dalla sua istituzione, il Borsacchio di un ente di gestione. Solo così sarà possibile superare l’attuale situazione di incertezza amministrativa, che penalizza contemporaneamente la tutela della biodiversità, gli investimenti sostenibili e la certezza del diritto, restituendo al territorio una prospettiva di sviluppo fondata sulla valorizzazione del suo patrimonio naturale . ”
La vicenda del taglio della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio
La Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, istituita nel 2005 nel territorio di Roseto degli Abruzzi (Teramo), nasce con l’obiettivo di tutelare uno degli ultimi tratti costieri naturali dell’Adriatico abruzzese, comprendendo dune, zone agricole tradizionali, colline e habitat di elevato valore naturalistico. L’area originaria si estendeva per circa 1.148 ettari.
Il taglio del 98% della Riserva
La svolta arriva tra il 28 e il 29 dicembre 2023, quando, durante l’approvazione della legge di stabilità regionale, la maggioranza presenta e approva un emendamento notturno che modifica la legge istitutiva della Riserva. Con l’articolo 25 della legge regionale n. 4 del 2024 il perimetro dell’area protetta viene drasticamente ridotto da oltre 1.148 ettari a soli 24,7 ettari, eliminando quasi tutta la fascia agricola, collinare e retrocostiera.
La decisione provoca un’immediata mobilitazione di associazioni ambientaliste, cittadini, studiosi e amministrazioni locali, che denunciano il rischio di compromettere definitivamente uno dei principali patrimoni naturalistici della costa teramana.
Le contestazioni di ambientalisti e Ministeri
Secondo WWF Abruzzo, Guide del Borsacchio e numerose altre associazioni, la riperimetrazione presenta gravi profili di illegittimità.
Le contestazioni riguardano principalmente:
la mancata consultazione degli enti locali e dei soggetti interessati;
l’assenza del procedimento previsto dalla normativa regionale per modificare una riserva naturale;
la possibile violazione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente.
Anche il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Cultura e il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio esprimono rilievi critici sulla norma, ritenendo che la procedura seguita possa essere costituzionalmente illegittima. Di fronte a tali rilievi, il Governo valuta l’impugnazione della legge davanti alla Corte costituzionale, mentre il WWF presenta una formale richiesta affinché venga promosso il giudizio di legittimità costituzionale.
Il Piano di Assetto Naturalistico bloccato
Uno degli effetti più rilevanti della vicenda riguarda il Piano di Assetto Naturalistico (PAN).
Per anni Regione Abruzzo e Comune di Roseto degli Abruzzi avevano lavorato alla predisposizione del piano, spendendo circa 250.000 euro di risorse pubbliche. Il PAN avrebbe dovuto disciplinare in modo definitivo la gestione della Riserva, individuando le attività consentite, gli interventi compatibili e le modalità di sviluppo sostenibile del territorio.
La riduzione del perimetro ha reso infatti inutilizzabile il PAN adottato, obbligando a una nuova redazione con enorme e inutile dispendio di risorse finanziarie pubbliche.
Le promesse della Regione
Nel marzo 2024 il presidente della Regione, Marco Marsilio, si è impegnato con il Governo a modificare la norma approvata, definendo “provvisoria” la nuova perimetrazione e assicurando che sarebbero rimaste in vigore tutte le misure di tutela ambientale.
Successivamente la Giunta regionale approva due proposte di legge che prevedono:
la natura provvisoria del nuovo perimetro;
il mantenimento delle salvaguardie ambientali;
il divieto di interventi incompatibili con la destinazione agricola;
l’esclusione delle deroghe edilizie.
Tuttavia tali proposte non vengono mai definitivamente approvate e il PAN rimane fermo.
Le continue modifiche legislative
Nel dicembre 2025 il Consiglio regionale torna nuovamente a occuparsi della Riserva. Le associazioni organizzano un presidio davanti al Consiglio regionale dell’Aquila e chiedono ancora una volta il ripristino del perimetro originario. Nonostante le proteste, il Consiglio conferma il perimetro ridotto di 24,7 ettari, definendolo però ancora “provvisorio” e rinviando a una futura commissione consiliare la definizione del confine definitivo. Per WWF e Guide del Borsacchio si tratta della quinta modifica normativa della legge istitutiva della Riserva in pochi anni e dell’ennesimo rinvio di una soluzione definitiva.
Il ricorso al TAR e la richiesta di impugnativa alla Corte Costituzionale
Nel frattempo, WWF Abruzzo e Guide del Borsacchio hanno presentato un Ricorso al TAR nei confronti del Comune di Roseto degli Abruzzi, della Regione Abruzzo e dei Ministeri competenti, in merito al procedimento autorizzativo relativo ai terreni ricadenti nel precedente perimetro della Riserva, chiedendo ai giudici di sollevare la questione di costituzionalità.
Una richiesta che riprende quanto già evidenziato dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Abruzzo attraverso due missive del 2024 e del 2026, che avevano portato inizialmente il Presidente della Regione ad assumere un solenne impegno per la modifica della norma e successivamente, anche a seguito dell’incalzare del ricorso al TAR, alla predisposizione di un testo per il ripristino dei vincoli sull’intero territorio originario di 1.148 ettari, da sottoporre all’approvazione del Consiglio regionale, come accaduto, lo scorso 3 Luglio 2026 con approvazione dell’assise.
Di fatto, si è riportata la lancetta del tempo alla notte precedente alla quasi cancellazione della Riserva: oltre due anni di percorso per tornare al punto di partenza, riattivando le norme transitorie di salvaguardia, che hanno generato difficoltà sia ai residenti sia agli ambientalisti e che si intendeva superare definitivamente.
Oggi la soluzione può arrivare attraverso l’approvazione del Piano di Assetto Naturalistico (PAN), strumento già adottato e che la Regione deve esclusivamente approvare, anche con eventuali modifiche.
Le modifiche ai perimetri di una Riserva richiedono infatti procedure lunghe e complesse. Al contrario, intervenire sul PAN consentirebbe di risolvere rapidamente eventuali criticità.
Le richieste delle associazioni
WWF Abruzzo e Guide del Borsacchio chiedono da tempo:
• il ripristino dell’originario perimetro della Riserva di oltre 1.140 ettari;
• l’approvazione definitiva del Piano di Assetto Naturalistico già predisposto;
• l’avvio della gestione ordinaria della Riserva, assente fin dalla sua istituzione nel 2005;
• il rispetto degli impegni assunti dalla Regione Abruzzo nei confronti del Governo e dei Ministeri competenti.



