
Il mese di giugno 2026 si è caratterizzato in Abruzzo per temperature ben al di sopra delle medie climatiche e precipitazioni in forte diminuzione. È quanto emerge dal bollettino climatologico mensile pubblicato dalla rubrica OsservaTE, progetto dedicato all’analisi e alla divulgazione dei dati ambientali e climatici relativi alla regione Abruzzo.
Nel mese appena trascorso, la temperatura media regionale è stata pari a 20,9°C, con anomalie positive rispetto ai principali periodi di riferimento storici:
- + 4,54°C rispetto alla media del trentennio 1961–1990
- + 3,10°C rispetto alla media del periodo 1991–2020
L’analisi di dettaglio mostra che tutte le province abruzzesi hanno registrato anomalie termiche positive rispetto alla media regionale sul periodo 1991–2020. Le deviazioni, ordinate dalla più alla meno marcata, sono state:
- Chieti: + 4,05°C
- Teramo: +3,57°C
- Pescara: +3,53°C
- L’Aquila: +1,92°C
I dati utilizzati da OsservaTE provengono dal programma europeo Copernicus e da fonti istituzionali italiane. L’elaborazione ha l’obiettivo di offrire una rappresentazione chiara, accessibile e scientificamente solida delle dinamiche climatiche che interessano il territorio regionale.
Giugno 2026 ha registrato 18 giorni estivi, ossia giornate in cui la temperatura massima ha superato i 25°C. Un valore di +14 giorni rispetto alla media 1961–1990 e +9 giorni rispetto alla media 1991–2020. Anche il numero di giorni in cui la temperatura massima ha superato i 30°C sono risultati superiori alle medie climatiche: +5 giorni rispetto alla media 1961–1990 e +4 giorni rispetto alla media 1991–2020
Oltre all’andamento termico, giugno 2026 si distingue per un quadro pluviometrico caratterizzato da una significativa riduzione delle precipitazioni, con una differenza di – 645 mm rispetto alla media 1961–1990 e – 485 mm rispetto alla media 1991–2020.
Cosi spiega Andrea Di Antonio, fisico dell’atmosfera e curatore della rubrica OsservaTE. “I dati di giugno 2026 mostrano il caldo estremo osservato nella parte finale del mese confermando una tendenza che negli ultimi anni sta diventando sempre più evidente: le estati iniziano prima, sono più calde e spesso sono accompagnate da una riduzione delle precipitazioni,. Monitorare questi fenomeni con dati scientifici è fondamentale non solo per comprenderne l’evoluzione, ma anche per supportare cittadini, amministratori e decisori nelle scelte di adattamento ai cambiamenti climatici.”
OsservaTE proseguirà nei prossimi mesi con l’analisi sistematica dei dati, contribuendo a rendere sempre più accessibile la conoscenza del clima regionale.



