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Via i cassonetti di rifiuti dal mercato ittico di Pescara: “Il Comune rischia una pesante causa” VIDEO

Pescara. Il capogruppo pentastellato, e Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del comune di Pescara, Paolo Sola, ha convocato una seduta per fare luce sulla legittimità del divieto di conferimento dei rifiuti per il mercato Ittico di via Paolucci.

Lo scorso 30 giugno, infatti, il settore Spazi pubblici e Mercati del Comune ha emanato un divieto di conferimento dei rifiuti nell’area interna al mercato, ma ora Sola punta il dito sulle “pesanti ripercussioni economiche, legali e sanitarie che ora gravano sulle spalle dell’ente”.

“Siamo davanti a un corto circuito amministrativo inaccettabile – dichiara – con un atto puramente dirigenziale, gli uffici comunali e la direzione del mercato hanno imposto modifiche strutturali ai servizi interni, disponendo la rimozione dei cassonetti e vietando il conferimento di polistirolo e scarti. Si profila un possibile eccesso di potere: gli uffici del settore non hanno il potere di smantellare o arretrare i servizi minimi garantiti dal vigente Regolamento Comunale del Mercato Ittico, approvato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 179/2010. Modificare le regole scavalcando l’aula e la Commissione Consultiva è probabilmente un atto illegittimo, così come l’ordine a cui Ambiente S.p.A. ha dato acriticamente seguito».

Al centro dell’iniziativa ispettiva del M5S non ci sono solo i presunti vizi di forma, ma le conseguenze concrete di una scelta definita “pericolosa” sotto il profilo igienico-sanitario: “Vogliamo capire dal settore Spazi pubblici e Mercati come sia stato possibile disporre un provvedimento che obbliga gli operatori a trasportare scarti biologici e percolati fuori dal mercato per le strade cittadine, esponendo la città a rischi ambientali evidenti. Ma soprattutto – incalza Sola – vogliamo valutare il rischio di danno erariale e patrimoniale a cui questa Amministrazione sta andando incontro. L’associazione Pescara Brillante (video in basso, Ndr) ha già formalizzato una dura diffida e messa in mora. Se l’ente non farà subito un passo indietro, il Comune rischia concretamente di trovarsi a fronteggiare una pesante azione legale per interruzione di pubblico servizio e risarcimento danni da parte degli operatori. Se il problema è un conferimento scorretto da parte di qualcuno, si sanzionano i responsabili e si rafforzano i controlli”.

“Non si elimina un servizio pubblico essenziale scaricando costi e responsabilità sugli operatori del mercato, e rischiando anche che a pagare le conseguenze di questa decisione azzardata siano, ancora una volta, le tasche dei cittadini pescaresi”, conclude Paolo Sola, chiedendo “la sospensione del provvedimento, il ripristino dei cassonetti e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per sanare una situazione che rischia di paralizzare uno dei settori produttivi storici della città”.

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