Violenze e minacce nei confronti della moglie: ammonimento emesso dal questore di Teramo
Situazioni che andavano avanti dal 2015

Teramo. Una scia di violenze, minacce e gelosie ossessive che durava da oltre dieci anni. A mettere fine all’incubo vissuto da una donna albanese di 35 anni è stato il Questore di Teramo, Pasquale Sorgonà, che ha emesso un ammonimento d’iniziativa (ai sensi dell’art. 3 della Legge 119/2013) nei confronti del marito, un connazionale di 45 anni residente in una frazione del capoluogo aprutino.
Vicenda che andava avanti dal 2015
Le indagini hanno fatto emergere un quadro drammatico, iniziato nel 2015. In quell’anno, accecato dalla gelosia, l’uomo aveva colpito la moglie alla testa con un cucchiaio, minacciandola poi con un coltello. Da quel momento la situazione è precipitata in un’escalation di inaudita violenza. Nel 2016, mentre la coppia si trovava in Albania, l’uomo ha sferrato un pugno sul viso della moglie, rompendole il naso, incurante del fatto che la donna fosse incinta.
L’anno successivo, il 45enne ha picchiato la vittima davanti ai due figli minorenni fino a farla svenire, sputandole in faccia e minacciando di ucciderla. Le aggressioni scattavano per i motivi più banali: di recente, dopo un normale controllo della caldaia domestica, l’uomo ha trascinato la moglie per i capelli e l’ha colpita violentemente, accusandola di aver guardato con troppo interesse uno dei tecnici. Scenate e violenze fisiche si sono ripetute regolarmente anche in pubblico, come avvenuto all’interno della Villa Comunale di Teramo.
Che cos’è l’ammonimento e cosa rischia l’aggressore
L’ammonimento è una misura di prevenzione esclusiva del Questore, pilastro della strategia di contrasto alla violenza di genere, ai reati di stalking e al revenge porn. Il provvedimento impone all’autore l’immediata cessazione delle condotte vessatorie e comporta il ritiro istantaneo di eventuali armi e licenze. L’uomo è stato inoltre invitato a seguire un percorso di recupero presso centri specializzati per maltrattanti. La misura funge da ultimo avvertimento prima del carcere. In caso di violazione dell’ammonimento, infatti, la legge prevede l’arresto obbligatorio in flagranza di reato e la procedibilità d’ufficio per i maltrattamenti, con un pesante aumento della pena nel successivo processo penale.



