Elezioni 2027, nel Teramano la partita è già aperta: Roseto, Martinsicuro e Tortoreto i dossier più caldi

Teramo. Dodici Comuni verso le urne tra rinnovi slittati per il Covid e scadenze naturali. Le segreterie territoriali sono già al lavoro, ma molti nomi restano nel campo delle indiscrezioni.
Teramo. La primavera 2027 sembra ancora lontana, ma nella politica teramana la prossima tornata amministrativa è già entrata nei ragionamenti delle segreterie, dei gruppi civici e degli amministratori uscenti.
Tra rinnovi slittati negli anni del Covid e scadenze naturali, saranno almeno dodici i Comuni della provincia chiamati al voto: Basciano, Bellante, Bisenti, Castellalto, Colonnella, Cortino, Pietracamela, Roseto degli Abruzzi, Crognaleto, Martinsicuro, Tortoreto e Valle Castellana.
Una mappa elettorale ampia, che non riguarda soltanto i municipi. Perché in provincia di Teramo ogni fascia tricolore pesa anche sugli equilibri territoriali, sui rapporti tra costa e aree interne, sulle assemblee degli enti partecipati e sugli organismi di area vasta: da Poliservice a Ruzzo Reti, fino al BIM. Non è quindi solo una partita amministrativa, ma anche un test politico di metà legislatura regionale.
Il Comune più popoloso al voto sarà Roseto degli Abruzzi. Il sindaco Mario Nugnes appare orientato a giocare la partita della riconferma, dopo la vittoria del 2021 al ballottaggio contro il centrodestra. Proprio Roseto, per dimensione e valore simbolico, sarà uno dei tavoli più delicati.
Nel centrodestra resta da capire quale sarà la soluzione ottimale. Tra le ipotesi circolate negli ambienti politici c’è anche quella di accordi più larghi collegati alla partita provinciale, ma al momento si tratta soprattutto di suggestioni e retroscena, più che di scenari strutturati. Il nome che appare oggi più concreto nell’area del centrodestra è quello di Francesco Di Giuseppe, consigliere comunale rosetano di Fratelli d’Italia, già indicato come possibile sfidante di Nugnes.
Per FdI la partita non sarebbe soltanto locale. Il principale partito della coalizione punta da tempo a trasformare il consenso di lista in presenza amministrativa diretta nei Comuni, soprattutto nei centri più importanti della provincia. Roseto, da questo punto di vista, sarebbe una casella strategica.
Resta alla finestra anche il mondo civico, che a Roseto ha sempre avuto un peso non secondario. Sul fronte del centrosinistra ufficiale, invece, non risultano ancora nomi consolidati. Il Partito Democratico e l’area progressista dovranno decidere se sostenere la continuità dell’amministrazione Nugnes o se provare a ridefinire il perimetro politico della coalizione.
Un’altra variabile da osservare sarà l’area legata a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale. La nascita del movimento ha aperto spazi nuovi a destra, ma la sua capacità di incidere davvero nelle amministrative teramane dipenderà dalla presenza di liste, candidati riconoscibili e radicamento locale.
Il secondo grande dossier è Martinsicuro. Qui Massimo Vagnoni è al termine del secondo mandato e, essendo il Comune sopra i 15mila abitanti, non potrà ricandidarsi come sindaco. Il tema della successione è quindi centrale.
Vagnoni, vicino all’area di Forza Italia e al consigliere regionale Emiliano Di Matteo, resta comunque una figura decisiva per la tenuta dello schema amministrativo. La scelta del candidato o della candidata dovrà garantire continuità, consenso locale e capacità di tenere insieme le diverse componenti della coalizione.
Tra i nomi che circolano viene accostata anche Alessandra Pulcini, assessore all’Urbanistica, profilo interno all’amministrazione e potenzialmente spendibile in continuità con il percorso degli ultimi anni. Fratelli d’Italia, però, non sembra intenzionata a lasciare campo libero: il partito ha già fatto capire di voler avere un ruolo centrale nella costruzione della coalizione e guarda con attenzione ad Alduino Tommolini, assessore al Bilancio e figura riconoscibile dell’area meloniana.
Anche la Lega osserva la partita. Nel territorio vibratiano, anche per la vicinanza con le Marche, il partito mantiene un radicamento storico e potrebbe provare a pesare con Riccardo D’Ercole, giovane profilo in crescita nel partito e già candidato alle regionali.
Sul fronte del centrosinistra, per ora, prevale il massimo riserbo. Il dossier è politicamente sensibile e il Partito Democratico dovrà capire se puntare su un profilo civico, su un nome di partito o su una coalizione più larga. In questo quadro, il ruolo del consigliere regionale Dino Pepe e dell’area democratica vibratiana sarà uno degli elementi da seguire.
Il terzo Comune costiero da osservare è Tortoreto. Qui il sindaco Domenico Piccioni sembra avere la strada aperta verso una possibile ricandidatura. Le norme consentono il terzo mandato nei Comuni sotto i 15mila abitanti e Piccioni arriva alla fase pre-elettorale forte del risultato ottenuto nel 2022, quando vinse nettamente.
Il sindaco uscente può contare su un asse amministrativo che guarda al centrodestra, con rapporti consolidati nell’area di Fratelli d’Italia e con Forza Italia. In particolare, il legame con l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis resta uno degli elementi politici più rilevanti nello schema tortoretano.
La Lega, invece, rischia di restare ancora una volta fuori dal perimetro principale della maggioranza, come già accaduto nel 2022, quando riuscì comunque a presentare una lista in extremis ed eleggere due consiglieri. Oggi quello spazio potrebbe essere conteso anche dall’area Vannacci, qualora Futuro Nazionale decidesse di misurarsi direttamente alle comunali con una propria lista.
Sugli altri fronti, Libera D’Amelio resta un nome da osservare, dopo il risultato ottenuto nel 2022, oggi l’avvocato tortoretano è una figura di riferimento di Noi moderati e potrebbe aggregare anche forze civiche e di centrodestra non allineate a Piccioni. Il centrosinistra, invece, starebbe ragionando su un profilo civico, possibilmente radicato nella zona del Lido, ma anche qui siamo ancora nella fase delle interlocuzioni preliminari.
Il voto del 2027, dunque, non sarà una semplice somma di competizioni comunali. Roseto, Martinsicuro e Tortoreto rappresentano i tre snodi principali della costa, ma l’intera mappa dei dodici Comuni al voto potrà incidere sui rapporti di forza tra i partiti, sulle ambizioni dei consiglieri regionali, sulla tenuta delle coalizioni e sugli equilibri delle partecipate.
Le amministrative sono lontane solo sul calendario. Nei fatti, la campagna è già cominciata.


