
Con riferimento alla vicenda della frana sulla provinciale 29/Bdi Silvi, si puntualizzano una serie di passaggi cristallizzati nel verbale congiunto sottoscritto venerdì scorso nel corso di una riunione tecnica alla presenza di tutti gli Enti interessati.
Riunione che si è resa necessaria proprio per fissare il cronoprogramma delle attività da svolgere; attività che hanno l’obiettivo di consentire la riapertura al traffico “temporanea e condizionata” in senso alternato e con impianto semaforico.
I tecnici hanno confermato la presenza di un rischio residuo legato all’evoluzione del movimento franoso: per arrivare alla riapertura della provinciale, quindi, è necessario prima installare un sistema di monitoraggio, un pluviometro, le barriere in new jersey, un sistema di allarme collegato ad un impianto semaforico.
La Provincia provvederà alla celere pulizia della strada non appena avrà ricevuto l’assenso del Tribunale per consentire poi le operazioni a carico degli altri soggetti coinvolti.
“Come è chiaro da tutta la documentazione ufficiale di un anno e purtroppo dalle evidenze drammatiche di tre mesi fa, la strada provinciale fu chiusa perché danneggiata dal movimento franoso. Una chiusura precauzionale per tutelare la pubblica incolumità – dichiara il presidente Camillo D’Angelo – Oggi, che quel movimento franoso si è trasformato purtroppo in un evento catastrofico, la strada può essere riaperta solo alle condizioni definite dai tecnici e dagli esperti: con l’installazione di un sistema di monitoraggio e di allarme. Questo sempre a tutela della pubblica incolumità delle persone. Per questo motivo è stata chiusa e per questo motivo, con il movimento franoso tuttora monitorato, non può essere riaperta se non alla fine di questo percorso. Un percorso che tutti gli enti e gli esperti hanno concordato. Mi spiace per il sindaco Scordella, il suo non è un momento facile, i cittadini sono esausti ed esasperati, ma continuare a chiamare in causa la Provincia è semplicemente sbagliato. Tutto questo è stato chiarito da tempo, visto che su quell’area, come deve essere, stanno, direi finalmente, intervenendo Regione, Genio Civile e Protezione Civile”.



