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Teramo

Automotive, l’allarme dalla Valle del tubo: Fim Cisl chiede un tavolo urgente con la Regione

Rischio commesse con taglio dei prezzi da parte dei clienti

Teramo. Dalla Valle del tubo arriva l’allarme commesse: i clienti tagliano l’8% sui prezzi e sono a rischio i progetti.
La Serbia, in questo momento è più conveniente per produrre e la Fim Cisl chiede un tavolo urgente alla Regione.

“L’assessore Magnacca non si allochi sugli allori di Stellantis. C’è tutto un mondo intorno che gira ogni giorno (diceva un vecchio brano musicale).
FIM CISL, Teramo e RSU Valle del Tubo segnalano una situazione di forte preoccupazione per il futuro degli stabilimenti dell’indotto Automotive Teramano.

I dati emersi dal mercato e dai clienti sono allarmanti:
1. Case madri in crisi: -percentuali importanti sui costo di ogni progetto. Oggi le quotazioni in borsa hanno perso fino percentuali altissime.
2. Commesse a rischio: i clienti stanno tirando il prezzo su tutto. C’è il rischio concreto che non vengano confermati i nuovi progetti per la Valle del Tubo.
3. Concorrenza cinese: I competitor cinesi sono già robotizzati, con efficienze e costi non raggiungibili oggi. Macchine belle esteticamente, competitive e a basso costo.
4. Robotizzazione forzata: Tutti i competitor stanno robotizzando. Entro dicembre 2026 anche nella Valle del Tubo c’è il rischio che la maggior parte delle macchine vengano robotizzate. La crisi auto sta investendo tutti, anche le grandi case. Le supercar tengono solo perché i volumi sono risicati e non bastano a reggere i costi – dichiarano FIM CISL, e RSU –. A pagare rischiano di essere i lavoratori e il territorio”.
5. Costo del lavoro, dell’energia e trasporti più alti rispetto ai vicini di casa europei.
Solo ieri, Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis davanti le Commissioni riunite Industria del Senato e Attivita’ produttive della Camera ha dichiarato che “nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, in entrambi i paesi, meno della metà.”
E così il dado è tratto, non siamo appetibili per eventuali investitori e si preferisce la Serbia o altri paesi piuttosto che il nostro territorio.

La richiesta. FIM CISL, e RSU chiedono subito un tavolo con la Regione e Rappresentanze datoriali per la Valle del Tubo. Vogliamo chiarezza su piani industriali, futuro delle commesse da tutto l’indotto, tempi e ricadute della robotizzazione.
“Robotizzare è necessario per competere con i cinesi, ma non può significare scaricare tutto sui lavoratori. Serve un piano condiviso con garanzie sull’occupazione e investimenti su formazione e professionalità”.
Il rischio è che i nuovi progetti non vengono confermati. I cinesi sono all’avanguardia con robot di ultima generazione: efficienze e costi che il settore automotive, al momento non ha.
Entro dicembre 2026 le macchine, in alcune aziende, saranno robotizzate per poter reggere la competizione. “La crisi auto ci travolge”, si legge. Chiediamo subito permanente con Confindustria e Regione per avere garanzie su occupazione e futuro”.

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