
Abruzzo. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è intervenuto oggi, 12 giugno, al convegno “Spazio Salute” in Sardegna, a Cagliari, organizzato da Fratelli d’Italia portando ancora una volta al centro del dibattito il tema della ripartizione del Fondo sanitario nazionale e la necessità di criteri più equi per le Regioni caratterizzate da bassa densità abitativa, aree interne e forte dispersione territoriale.
Nel suo intervento, Marsilio ha ribadito una posizione già espressa in più occasioni: non è più rinviabile una rimodulazione dei fondi della sanità che tenga conto non solo del numero degli abitanti, ma anche delle condizioni strutturali dei territori, dei costi aggiuntivi legati all’insularità, alla montuosità e alla distanza dei servizi. Una linea che la Regione Abruzzo ha portato avanti in Conferenza delle Regioni, insieme ad altre amministrazioni, Liguria, Molise, Sardegna, Marche e Umbria, che condividono la stessa esigenza di riequilibrio.
Marsilio ha sottolineato che l’attuale sistema di riparto, fondato in larga parte sul criterio della popolazione, finisce per penalizzare le realtà più fragili e meno densamente popolate, rischiando di comprimere il diritto alla salute nelle aree interne e nei piccoli centri.
Per il presidente abruzzese, invece, la sanità pubblica deve essere garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, riconoscendo le differenze reali tra le diverse Regioni.
Il presidente ha richiamato anche i passi avanti già compiuti sul piano istituzionale, evidenziando come il tema sia ormai entrato stabilmente nell’agenda della Conferenza delle Regioni e nel confronto sul prossimo assetto del Fondo sanitario, e invitando i parlamentari presenti a sostenere questa sua iniziativa. Un percorso che, secondo Marsilio, dovrà portare a una soluzione strutturale e non a correttivi temporanei, così da assicurare maggiore equità, sostenibilità e prossimità delle cure. Nel suo intervento, il presidente Marsilio, ha sostenuto con forza anche la linea che ha portato l’Abruzzo a garantire la sanità territoriale evitando la chiusura dei piccoli ospedali nonostante le difficoltà causate
dai bilanci a cui manca proprio quella somma che verrebbe garantita da un equo riparto.



