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Teramo

Giulianova, accorpamento psichiatrica. Nos-Noi: “chi parla di strumentalizzazione politica offende pazienti e operatori”

Giulianova. La soppressione del servizio psichiatrico di diagnosi e cura non è soltanto una decisione sanitaria. È un altro tassello che viene sottratto all’ospedale cittadino, un altro mattone che scompare da un edificio pubblico costruito nel tempo con risorse, lavoro e diritti della comunità.

 

Nel frattempo, la città viene educata alla rinuncia. Le si insegna che le decisioni prese altrove debbano essere accettate con la stessa rassegnazione con cui si accetta il cattivo tempo, rischiando di perdere qualcosa di più prezioso: L’ABITUDINE A DIFENDERSI.

E così, il silenzio dell’amministrazione comunale diventa il rumore più forte. Un rumore che i cittadini sentono benissimo! Perché ogni reparto che chiude non porta via soltanto letti, medici o servizi. Porta via un pezzo di fiducia nel futuro di una comunità.

“Ma non c’è solo chi tace. C’è addirittura chi, benedicendo di fatto il trasferimento, parla di “strumentalizzazioni politiche”, dimenticando — cosa assai grave — il fatto che si siano espressi contro il trasferimento del SPDC anche gli operatori sanitari, la CGIL e, soprattutto, i familiari dei pazienti”, si legge in una nota del gruppo consiliare Nos-Noi Coltura Politica.

 

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