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Teramo

Martinsicuro, Piano urbanistico comunale: le osservazioni di Marta Viola

Martinsicuro. La consigliera comunale Marta Viola (Europa Verde) ha protocollato, in Comune, le osservazioni sul Piano urbanistico comunale e le proposte in ordine allo strumento di pianificazione di recente adottato dal consiglio comunale di Martinsicuro.

L’intervento

Il territorio di Martinsicuro ha perduto, negli ultimi 100 anni, un esteso patrimonio arboreo autoctono costituito da querceti, pioppeti, leccete, pinete, saliceti e fragmiteti. Oggi restano pochi alberi monumentali di Roverella, Pino d’Aleppo, Pino domestico, Pioppo nero, Pioppo bianco, testimoni della precedente copertura forestale. Le bonifiche agrarie attuate alla fine dell’ Ottocento e inizio del Novecento hanno modificato radicalmente il percorso naturale curvilineo dei fiumi Tronto e Vibrata e dei principali fossi Giardino, Garzia, Ottone, Partenope, Rivadoro.

Sono stati realizzati nuovi alvei (cavate) per canalizzare le acque meteoriche incapaci di condurre il deflusso delle acque di piena nel mare e nei fiumi. Gli abitati di Martinsicuro e Villa Rosa e la zona industriale sono stati costruiti lungo l’asse stradale della SS 16 Adriatica, senza le regole della buona urbanistica. Diversi fossi nei suddetti centri abitati sono stati deviati, intubati e tombati come il Cavatone e il Garzia che rappresentano un rischio idrogeologico molto elevato per la popolazione. La realizzazione di complessi industriali insalubri come la VECO, la FASTIGI, la EBN e altre realtà produttive minori hanno inquinato il suolo, il sottosuolo e le falde acquifere nonché la qualità dell’aria. Esse rappresentano le bombe ecologiche dormienti che necessitano di essere bonificate e restituite pulite alla popolazione residente e turistica. Il nuovo P.U.C. non tiene conto del rischio idrogeologico che incombe sull’intero territorio urbanizzato, agricolo e industriale.

Le tre dighe costruite nella testata del bacino del Tronto (Campotosto, Scandarello, Talvacchia) tarate per il 7° grado della scala Richter, rappresentano una minaccia per la popolazione della vallata del Tronto in caso di forti terremoti e di apertura delle dighe da parte di Enel in caso di piogge intense per diversi giorni. Un P.U.C. ecologico, in questo periodo di crisi climatica globale e perdita della biodiversità, deve tener conto della sicurezza dei cittadini e delle attività economiche.

OSSERVAZIONI Parte nord a) Al fine di garantire la sicurezza idrogeologica del territorio e l’abitato limitrofo al Fiume Tronto, propongo di indicare in planimetria: – l’allargamento dell’alveo del Fiume Tronto; – il rafforzamento dell’attuale argine; – la costruzione di un nuovo argine a sud; – la forestazione dell’intera area di pertinenza del corso d’acqua dal Cavatone (lato est) alla ferrovia Ancona-Pescara (lato ovest) fino a via Isonzo e via Marconi. b) Ampliare il tratto del Cavatone in larghezza da via Marconi al Fiume Tronto. c) Togliere la copertura attuale del Cavatone da via Bolzano a via Marconi per permettere il flusso dell’acqua in caso di alluvioni. Al fine di permettere il camminamento sostituire l’attuale cemento con una griglia. d) Prevedere una nuova strada tra Martinsicuro e S. Benedetto del T. per deviare il traffico pesante sulla statale 16, all’altezza della ferrovia. e) Forestazione climatica e sanitaria sui lati dell’A14 con una larghezza di 15 mt ad est e ad ovest dell’arteria stradale, dal Fiume Tronto al Fiume Vibrata. f) Forestazione delle scarpate della SS16 per ridurre inquinamento acustico e ambientale. g) Ampliamento forestale dei due lati del Fosso Ottone. h) Allargamento dell’alveo del Fosso Ottone dalla SS16 al Fiume Tronto per far defluire l’acqua in caso di pioggia intensa. i) Indicare il perimetro del Parco Archeologico Colle di Marzio – Castrum Truentinum. l) Prevedere la delocalizzazione del depuratore comunale, dato che l’attuale sito dista circa 30 mt dal mare.

Bisogna evitare il blocco dell’impianto derivante da un’importante mareggiata o piena del fiume. Parte centrale a) Prevedere la bonifica dell’impianto Ex VECO, del suolo e della falda acquifera sotterranea. b) Prevedere nell’area est Ex VECO una copertura forestale con parcheggio auto e autobus turistici, un ostello per studenti e studentesse in visita al limitrofo Biotopo Costiero. c) Scrivere “Biotopo” sul perimetro dell’area protetta. d) Nella planimetria del P.U.C. non viene indicato il Fosso Giardino dalla foce a via Roma. Essendo un fosso alimentato da sorgente perenne, tutelato integralmente dal Piano Regionale Paesistico, deve essere ampliato e decementificato per poter svolgere la sua funzione di corridoio ecologico dal mare alla collina. e) Prevedere una reale connessione fra l’abitato di Martinsicuro e Villa Rosa attraverso la creazione della Città dei bambini, delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi. Un nuovo centro, fra i due poli abitati, facilmente raggiungibile e ben collegato, con la realizzazione di luoghi di incontro e partecipazione sia all’aperto che al chiuso (dando nuova vita a spazi industriali dismessi). f) La strada prevista nel P.U.C. di collegamento fra Martinsicuro e Villa Rosa, parallela al lungomare, rappresenta un’ulteriore consumo di suolo in contrasto con le direttive dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e della SGI (Società Geologica Italiana). g) Prevedere l’arretramento degli stabilimenti balneari in vista della progressiva erosione costiera in atto e in costante aumento, con forestazione del litorale per mitigare il fenomeno erosivo.

Parte sud a) Il percorso fluviale del Vibrata deve essere restaurato con anse e casse di espansione, elevazione degli argini e ponte stradale (cavalcavia) con una sola campata tra Villa Rosa e Alba Adriatica. b) Sulla collina di Villa Rosa, in corrispondenza delle due ex cave di argilla, delle Fornaci Fiore e Franchi, il sito panoramico si presta alla realizzazione di un teatro aperto sul mare (modello del teatro greco antico). Questa costruzione può diventare un forte elemento attrattivo turistico e culturale. L’accesso al suddetto spazio può essere ricavato dalla SS16 attraverso un percorso naturalistico e una funivia. CONCLUSIONI Segnalo la necessità di forestare tutta la fascia comunale collinare per la mitigazione del clima e migliorare la qualità dell’aria e la difesa del suolo, soprattutto in un comune che ha il 33% di terreno cementificato (in Abruzzo al terzo posto dopo Pescara e Montesilvano). L’intera fascia costiera e fluviale vanno perimetrate per l’istituzione del Parco Nazionale Marino del Piceno, ai sensi della Legge Quadro Aree Protette n.394/91, art. 36, lettera t. Questo parco si collegherebbe con i Parco Nazionale dei Monti Sibiliini e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ampliando le possibilità di visita e conoscenza degli spazi in continuità fra la costa e la montagna. La necessità di vie d’uscita alternative ai sottopassaggi presenti nell’intero territorio comunale tra il fiume Tronto e il fiume Vibrata porta alla richiesta di inserire almeno n.2 cavalcavia (uno all’altezza dell’abitato di Martinsicuro e uno per la frazione di Villa Rosa) per un adeguato intervento in caso di alluvioni ed altri eventi climatici estremi. Il contributo di Europa Verde è volto ad integrare nel P.U.C. le suddette osservazioni, al fine di rendere il nostro territorio maggiormente in linea con la vivibilità umana, ambientale, sociale, economica.

 

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