Le difficoltà della pesca locale e dell’intera filiera commerciale. L’intervento
I ristoratori non possono girarsi dall'altra parte

Tortoreto. “Ritengo che il dibattito che si è aperto sulle difficoltà delle imbarcazioni impegnate nella pesca in genere a causa degli aumenti del gasolio ma anche di pause di pesca superate e che arriveranno, ci riguardi tutti“.
Lo sostiene Lorella Casini, contitolare del ristorante “Lo Squalo” di Tortoreto Lido e, soprattutto, tra le prime e uniche chef donna in Abruzzo.
“Lo stop, volontario o no della pesca (che riguarda molte zone ma tocca da vicino noi, della costa teramana) e gli aumenti del gasolio riguardano l’intera filiera commerciale e di conseguenza il problema è di tutti. Noi, come ristoratori del pesce – spiega la chef – siamo immersi nella vicenda, non possiamo girarci dall’altra parte”.
Per la chef Casini la categoria dei pescatori va sostenuta anche a sostegno dei clienti.
“Quando il “Gambero Rosso” segnala il pesce fritto del nostro ristorante o la guida Michelin menziona “Lo Squalo”, non veniamo premiati solo noi con le nostre capacità e la nostra storia di ristoratori, ma tutto quello che c’è dietro le capacità di ogni barca e di ogni singolo operatore del settore della pesca. Questi meriti e i ruoli imprescindibili vanno rivalutati e anche molto” sostiene Lorella Casini.
Anche perché “i nostri clienti estivi – puntualizza – arrivano qui con la voglia di mangiare pesce dell’Adriatico e, nonostante il nostro pesce sia sempre fresco, succede a periodi che sia del Tirreno o dello Ionio. Per carità, buono lo stesso, ma chiaramente non caratterizzante della zona”.
Per la chef è ormai indispensabile un tavolo, prima di tutto di solidarietà della filiera e poi di confronto con i livelli istituzionali più prossimi “perché trasferiscano le difficoltà e esigenze” al Governo centrale.



