Dea di secondo livello a Pescara e L’Aquila, “difenderemo Teramo”
Il sindaco D'Alberto invita al confronto la Regione

“Da oltre un anno e mezzo chiedo alla Regione di conoscere lo stato di avanzamento dell’iter per l’individuazione degli ospedali di secondo livello. A questa richiesta è sempre seguito un assordante silenzio. Adesso, dopo le indiscrezioni che abbiamo letto sulla stampa in merito alla relazione dell’ASR e rispetto le quali, ancora una volta, il centrodestra abruzzese e quello teramano hanno scelto di tacere, è palese come quel silenzio fosse e sia motivato dall’imbarazzo di dover ammettere l’ennesima penalizzazione del territorio teramano. Ogni azione messa in campo da questo Governo regionale è andata infatti nella direzione di delineare e consolidare un Abruzzo a due velocità, spostando l’asse su Pescara e L’Aquila e marginalizzando sempre di più Teramo. La misura è colma e sia chiaro che sul diritto alla salute dei cittadini teramani non faremo sconti a nessuno”.
Dopo le notizie pubblicate sulla stampa, che danno conto della relazione tecnica che sarebbe stata rimessa circa un anno e mezzo fa dall’Agenzia sanitaria regionale, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto torna sulla questione dell’individuazione dei DEA di secondo livello. DEA che il documento indicherebbe negli ospedali di Pescara e l’Aquila, che sarebbero dunque quelli dotati di tutte le specialistiche, immaginando per Teramo il ruolo di mero “caregiver” per la cardiochirurgia aquilana.
“Quello che abbiamo letto sulla stampa, visto che la maggioranza di governo ha scelto di tenere lo studio nel cassetto ed evitare il confronto con i territori – sottolinea il primo cittadino – è la conferma di quanto ho sempre sostenuto e denunciato in questi anni, fin dall’approvazione della nuova rete ospedaliera. Anni in cui la sanità teramana, l’unica in Abruzzo totalmente pubblica, è stata costantemente depotenziata, senza reali investimenti e senza una visione di prospettiva, a vantaggio di altre realtà. Le scelte operate nell’ambito del riordino della rete ospedaliera, in questo senso, andavano da un lato a fotografare e cristallizzare l’esistente e dall’altro a creare le condizioni di fatto per attribuire gli ospedali di secondo livello a L’Aquila e Pescara, indebolendo fortemente Teramo e l’assetto sanitario provinciale. E la cosa più grave è che, ancora una volta, questa maggioranza nasconde le proprie scelte politiche scaricando le responsabilità sui tecnici. E questo per la mera esigenza di non perdere consensi”.
Il primo cittadino chiede dunque un confronto immediato con le istituzioni e le comunità locali, anche alla luce dell’ultimo sollecito che sarebbe arrivato dal Tavolo ministeriale alla Regione sull’individuazione dei DEA di secondo livello.
“Basta dire bugie ai cittadini – conclude il sindaco – perché il DM 70, il cosiddetto Decreto Lorenzin, stabilisce espressamente le discipline specialistiche che saranno presenti nel presidi ospedalieri di primo e secondo livello. E la perdita delle attuali specialità non farebbe che aumentare ulteriori la mobilità passiva, che già oggi vede i residenti delle aree di confine gravitare sul pescarese e sull’ascolano. Fino ad oggi questa maggioranza regionale si è trincerata dietro la scusa che non sarebbe cambiato nulla per i cittadini, sostenendo una casa non vera, e dietro una fantomatica interlocuzione col Governo per rivedere la normativa, cosa che evidentemente quest’ultimo non ha intenzione di fare. Tanto è vero che è attualmente in corso di esame in commissione, in Senato, il disegno di legge delega al Governo sulla revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Disegno che ha tra i suoi obiettivi anche l’individuazione dei cosiddetti ospedali di terzo livello. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, se la direzione è quella di andare verso dei super ospedali è difficilmente ipotizzabile che il Governo torni indietro sul modello base disegnato dal D.L. Lorenzin. Purtroppo si continua a considerare la sanità come una qualsiasi azienda, relegando il diritto alla salute dei cittadini a una mera questione di costi e risparmi, senza tener conto delle specificità dei territori. Di certo non consentiremo che Teramo venga ulteriormente penalizzata. Forse qualcuno vorrebbe farla scomparire persino dalla cartina geografica, ma non lo permetteremo”.



