Giulianova, quarto lotto Teramo-Mare: sempre il solito copione
Il gruppo consiliare Nos Noi analizza i documenti e critica l'esecutivo

Giulianova. “Dall’ospedale al quarto lotto della Teramo Mare: prima arrivano gli annunci, poi i fatti. Quando i fatti smentiscono gli annunci, arriva il silenzio”.
Il gruppo consiliare Nos-Noi/Coltura Politica analizza e commenta i documenti legati al quarto lotto della Teramo-Mare, nel tracciato che si collega alla fascia costiera.
“Per anni il sindaco e la maggioranza hanno raccontato ai cittadini una storia semplice: l’opera era sostanzialmente pronta, i lavori imminenti, gli ostacoli superati. Chi osava sollevare dubbi veniva trattato come un disfattista, un pessimista professionale, un nemico del progresso”, si legge nella nota diffusa del gruppo guidato da Daniele Di Massimantonio.
Poi, come spesso accade, sopraggiungono i documenti. E i documenti hanno il difetto di non rilasciare interviste sensazionalistiche.
L’ultima nota del Ministero della Cultura racconta infatti una realtà molto diversa da quella descritta nelle interviste trionfali del primo cittadino giuliese o del consigliere di maggioranza, Paolo Bonaduce. Persistono criticità, persistono interferenze con aree tutelate, persistono problemi ambientali e paesaggistici tali da richiedere ulteriori approfondimenti e nuove soluzioni progettuali. Ora anche nel tratto terminale che interessa il territorio di Giulianova.
Non esattamente il quadro di un’opera pronta a partire il giorno dopo.
Ma il dato più significativo è forse un altro. Mentre altri enti discutono, osservano, chiedono modifiche e approfondimenti, l’amministrazione comunale di Giulianova continua a distinguersi per una singolare capacità: arrivare sempre dopo. Assente quando si svolgono i confronti decisivi (ad esempio le Conferenze dei servizi). Loquace quando c’è da annunciare. Muta quando la realtà presenta il conto.
E così il copione si ripete. Prima le rassicurazioni. Poi le smentite contenute negli atti ufficiali. Infine il silenzio.
E una città che viene informata a colpi di slogan e lasciata sola davanti ai fatti merita, quantomeno, una spiegazione. O, per una volta, la verità”.





