Clochard morto a Pescara: la raccolta fondi per il funerale aiuta anche i più fragili

Pescara. La macchina solidale attivata dall’associazione di negozianti “Amici di Corso Vittorio” per dare degna sepoltura a Damian Piotr Pawlik, il 43enne senza fissa dimora polacco trovato senza vita lo scorso 24 aprile in un rudere della centralissima via Ravenna a Pescara, non si è fermata e ha continuato a produrre frutto.
Infatti, tra le offerte pervenute sul conto corrente attivato dall’associazione e quelle pervenute in alcune attività commerciali di corso Vittorio Emanuele, gli esercenti hanno messo insieme 2.022 euro.
Una cifra che, al netto delle spese di tumulazione di 417,59 euro, dell’offerta per la benedizione della salma, la messa in suffragio dello scorso 20 maggio e altre sante messe di 150 euro, delle spese di realizzazione di manifesto e cornici di 31,50 e delle spese per la visita veterinaria e altre spese delle fedele cagnetta (che ha vegliato la salma del padrone fino al suo ritrovamento) di 145 euro, ha mantenuto un avanzo di 1.277,91 euro che oggi l’Associazione “Amici di Corso Vittorio” – riunita davanti alla Libreria San Paolo – ha devoluto interamente alla “Capanna di Betlemme” della Comunità Papa Giovanni XXIII gestita a Chieti da Luca Fortunato.
«Vista la somma rimasta – spiega Antonio Di Giosafat, presidente dell’Associazione Amici di Corso Vittorio -, ci siamo sentiti di proseguire e di continuare ad aiutare, perché comunque si tratta solo di una piccola goccia nel mare della solidarietà. E allora, attraverso un assegno, abbiamo pensato di consegnare questa somma a questa bellissima realtà solidale e, in particolar modo, alla sua unità di strada. La nostra volontà è che questi soldi vengano spesi per gestire situazioni similari a quella che viveva il caro Damian. Così noi diciamo grazie a tutti i volontari della Capanna di Betlemme che, quotidianamente, operano sulle nostre strade in aiuto dei più fragili».
D’altra parte l’organizzazione teatina, nata all’interno della Comunità Papa Giovanni XXIII, rientra nelle rete di associazioni che – attraverso una turnazione – presidiano le strade di Pescara, supportando al meglio tutti i senzatetto che non accettano di lasciare la strada in favore di ricoveri e percorsi di presa in carico più stabili: «Da 14 anni noi tutti i lunedì, che capiti nel giorno di Natale o di Ferragosto – racconta Luca Fortunato, responsabile della Capanna di Betlemme -, attiviamo l’unità di strada a Pescara per intercettare i senza fissa dimora. Iniziamo offrendo loro bevande calde d’inverno, qualcosa da mangiare, delle coperte o altro. Questo, in realtà, è un modo per agganciare le persone e provare a convincerle a lasciare la strada. Una volta lasciata la strada vengono accolte nella nostra struttura di Chieti e le inseriamo in un percorso di inclusione. Purtroppo, ad oggi, il quadro è che il 90% di chi vive in strada ha una diagnosi di dipendenza patologica o, addirittura, di dipendenza patologica abbinata ad una patologia psichiatrica. Quindi è diventato quasi impossibile togliere questi fratelli dalla strada».
Ma resta comunque la prossimità: «La vita di Damian purtroppo – osserva Fortunato – ha avuto un brutto epilogo in quel rudere casolare dov’è morto solo, avendo accanto solo il suo cagnolino. Però noi incontriamo questi fratelli, diamo loro qualcosa, li ascoltiamo, ci fermiamo anche mezz’ora con ognuno e diciamo sempre che se oggi fosse l’ultimo giorno della loro vita, almeno hanno parlato con qualcuno. Perché purtroppo vengono per lo più ignorati e allora avere qualcuno che gli dice “Ciao, come stai? Cosa vorresti bere che non sia alcol? Cosa ti piacerebbe mangiare? Qual è il tuo colore preferito?”. Spesso ci dicono che gli chiediamo cose banali, ma proprio queste cose a loro mancano e noi gliele diamo. Poi proviamo a staccarli dalla strada».
L’occasione odierna è stata anche propizia per fare il punto sullo stato di salute della cagnetta Testina, ora accolta e coccolata da amici di Damian, sulla cui sorte molti avevano espresso preoccupazione: «Con la nostra raccolta solidale – conclude Antonio Di Giosafat – abbiamo messo da parte delle provviste anche per lei, che continua a vivere bene e ad essere amata come Damian avrebbe voluto».



