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Teramo

Civitella del Tronto, casa di riposo: la sindaca Di Pietro esca dal silenzio e pretenda tutele per i lavoratori

Civitella del Tronto. La situazione delle case di riposo, in particolare quella di Civitella del Tronto, ha superato da tempo ogni limite di tollerabilità.

Assistiamo all’ennesimo capitolo di un’agonia infinita, legata al dissesto dell’ASP 1 di Teramo, che vede sempre gli stessi soggetti pagare il prezzo più alto: i lavoratori. Operatori socio-sanitari e infermieri che da anni, tra stipendi bloccati, ritardi cronici e l’ansia costante per il proprio futuro occupazionale, continuano a varcare quella soglia solo per senso di responsabilità verso gli anziani ospitati. Tutto questo avviene nell’indifferenza delle istituzioni.
Inizia così la nota del gruppo consiliare Uniti per Civitella (Andrea Sbranchella, Vincenzino Di Luigi, Nicoletta Vattilana).
“Non possiamo dimenticare l’origine di questo disastro: la scellerata legge regionale di passaggio dalle vecchie IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) alle attuali ASP. Una riforma nata male e gestita peggio, i cui padri politici e responsabili ci costringono oggi a pagare un conto salatissimo. Come se non bastasse, a questa debolezza strutturale si è aggiunta negli anni una gestione interna priva di reale controllo e trasparenza. L’assemblea dei portatori di interesse si è rivelata nei fatti di un’inconsistenza disarmante: un organo svuotato di ogni potere e riunito raramente. Per anni, mentre i debiti si sedimentavano fino a diventare una voragine milionaria, i bilanci non venivano nemmeno mostrati all’assemblea, tenendo all’oscuro il territorio del baratro verso cui la struttura stava correndo.
Come gruppo di minoranza “Uniti per Civitella“, poniamo un interrogativo politico chiaro e non più rimandabile: l’amministrazione comunale e la Sindaca Cristina Di Pietro dove sono state in tutto questo tempo? Quale peso reale hanno esercitato nei tavoli istituzionali, in Prefettura e in Regione? Di fronte al pignoramento dei conti dell’ASP, ai decreti ingiuntivi delle cooperative e alla precarizzazione del personale, Civitella non poteva e non doveva restare ferma ad assistere. La Sindaca, come massima autorità sanitaria e politica del territorio, ha il dovere di farsi sentire, di pretendere risposte e di non accettare passivamente decisioni che si scaricano sistematicamente sui diritti di chi lavora. Dov’è oggi quella Sindaca Di Pietro che nel 2023, in campagna elettorale, si incensava per lo sblocco degli stipendi?
“La casa di riposo di Civitella del Tronto ha un’importanza storica e sociale per il nostro paese. Per decenni è stata il simbolo di una comunità capace di prendersi cura dei suoi membri più fragili, un punto di riferimento umano irrinunciabile. Ma c’è di più: la struttura rappresenta un motore economico fondamentale per Civitella. Significa posti di lavoro per i residenti, significa indotto per le attività locali, significa ricchezza sociale che viene sottratta al territorio.
Questa crisi si trascina da anni, in un rimpallo di responsabilità tra cooperative, vertici dell’ASP e politica regionale che ha il sapore amaro della latitanza. Permettere che i suoi lavoratori continuino a prestare servizio senza la certezza della retribuzione equivale a decretare il declino sociale ed economico di Civitella.” incalza la consigliera Vattilana.
Come “Uniti per Civitella” chiediamo pubblicamente alla Sindaca Di Pietro un cambio di passo immediato e un intervento deciso: si presenti ai tavoli dell’ASP 1 per pretendere tutele reali per i lavoratori perché difenderli equivale a ridare dignità e futuro a tutta Civitella del Tronto”.

 

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