Tortoreto, affidamenti extra del nuovo lungomare: Di Bonaventura chiede verifica dalle autorità

Tortoreto. Mauro Di Bonaventura, consigliere comunale di minoranza (Pd), torna nuovamente sui lavori di riqualificazione del lungomare Sirena, a Tortoreto, toccando la questione degli affidamenti esterni, che ora si arricchisce delle somme necessarie per la fontana ornamentale per una somma di quasi 41mila euro.
Questa somma si aggiunge alla lunga serie di affidamenti diretti già richiamati:
182.314,56 euro per pubblica illuminazione
54.902,93 euro per fornitura del verde
92.276,80 euro per pavimentazione in gomma colata area giochi, esplicitamente “stralciata dall’appalto principale in accordo con la ditta esecutrice”
43.670,00 euro per posa cordoli/manufatti in travertino, “stralciati dal progetto principale” da verbale di coordinamento n. 3 del 19/02/2026
48.678,00 euro per panchine in polimeri stampate in 3D, anch’esse “stralciate dal progetto principale” dal medesimo verbale
105.156,48 euro per il parco giochi “Matteo Vannucci”, finanziato tramite devoluzione di mutui Cassa Depositi e Prestiti già accesi per altri interventi.
“Con la fontana a catino ornamentale arriviamo così a circa 600 mila euro di lavorazioni e forniture collegate alla riqualificazione di largo Marconi e del lungomare Sirena, gestite tutte con procedure sotto-soglia e affidamenti diretti, spesso su lavorazioni che nascono nel progetto unitario aggiudicato in gara e poi vengono via via stralciate dall’appalto principale”, ribadisce Di Bonaventura.
Non è corretto parlare, come fa l’assessore, di pochi “acquisti circoscritti” o dare per scontato che questi appalti diretti fossero “previsti dall’inizio”: gli stessi atti dicono che più lavorazioni – pavimento area giochi, cordoli, panchine e fontana – vengono spostate dal contratto principale a forniture “a carico dell’amministrazione” e poi affidate separatamente, invocando esigenze di efficienza o la variante in corso d’opera.
È legittimo che un’amministrazione, in casi motivati e condivisi con l’appaltatore, possa stralciare singole parti per ottimizzare il cantiere. Quando però gli stralci diventano numerosi, frazionati e di importo complessivo così rilevante, entriamo in un’area grigia che normalmente richiama l’attenzione degli organismi di vigilanza: si riduce la concorrenza, si spezza la visione unitaria dell’opera e si rischia di alterare l’equilibrio rispetto a quanto offerto in gara da chi si era candidato per realizzare l’intero intervento.
Per questo considero doveroso, a tutela di Tortoreto e della stessa amministrazione, che la documentazione completa – inclusi verbali di coordinamento, determine di stralcio e quadro economico aggiornato – possa essere valutata anche dalle autorità di controllo, così da fugare ogni dubbio sul rispetto non solo formale ma sostanziale del Codice dei contratti.
Sul fronte del cronoprogramma, ribadisco infine un auspicio semplice e di buon senso: che, al di là delle polemiche, il cantiere venga effettivamente chiuso e il lungomare pienamente fruibile prima del 21 giugno, data fissata come termine dei lavori, così da consegnare a cittadini e operatori turistici un’opera pronta e non un cantiere a stagione iniziata”.



