
Spoltore. Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso fatto dall’Associazione Nuova Pescara contro i referendum di Spoltore e Montesilvano.
Annullati, quindi, i referendum promossi dai Comuni di Montesilvano e di Spoltore sulla fusione con Pescara, previsti per il 20 e 21 giugno nel primo caso e per il 14 giugno nel secondo.
Dai provvedimenti emerge che i singoli Comuni non possono indire consultazioni locali su una materia che rientra nelle competenze della Regione.
Il Tar, nelle sentenze, ripercorre l’intera vicenda, ricordando il referendum regionale del 2014, al quale parteciparono oltre 111 mila cittadini dei tre Comuni coinvolti: in 64.909 espressero parere favorevole alla fusione, contro 36.741 contrari. L’esito della consultazione fu poi recepito dalla Regione Abruzzo, fino ad arrivare alla legge regionale del 2023 che ha indicato il cronoprogramma e fissato al primo gennaio 2027 la nascita del nuovo Comune di Pescara. Per il Tar, dunque, i referendum promossi da Spoltore e Montesilvano si sovrappongono al quesito già sottoposto agli elettori nel 2014.
“La decisione di interpellare nuovamente la popolazione, che peraltro non risulta neutra sotto il profilo dell’impiego delle risorse pubbliche – si legge – si rivela non funzionale all’obiettivo perseguito, tenuto conto che il consenso dell’intero corpo elettorale interessato è già venuto ad inserirsi nel procedimento a conclusione del quale è stata approvata e promulgata la legge regionale n.13/2023. Eventuali esigenze di revisione del processo di fusione dettate dalle criticità e difficoltà organizzative di carattere generale registrate nella fase di ottimizzazione e implementazione della fusione in atto non potranno che essere veicolate attraverso interventi normativi di modifica della L.R. n. 13/2023, anche su impulso dello stesso Consiglio comunale indirizzato ai titolari dell’iniziativa legislativa regionale”.
Lo ha deciso il Tar Abruzzo, che, in due sentenze analoghe, ha accolto i ricorsi presentati dall’associazione Nuova Pescara.
“Sarebbero stati referendum illegittimi, un inutile sperpero di denaro pubblico, almeno così le perdite del Comune si limitano alle sole 10.000 euro spese per Comune per difendersi dal ricorso”, commenta, riferendo la notizia, Marco Di Marzio, presidente del comitato Spoltore per la Nuova Pescara
“Il Tar come sempre si è dimostrato un organo imparziale e uno strumento di tutela per la democrazia che in questo caso ha salvaguardato l’esercizio del voto referendario da strumentalizzazioni, proteggendo per primo l’interesse dei cittadini”, commenta ancora Di Marzio, “Intanto l’iter per la fusione procede nonostante i tentativi costanti di sabotaggio, martedì si è tenuto l’organo di fusione dove si sarebbe dovuto parlare di uno degli aspetti più importanti e delicati che riguarda lo statuto della nuova città, ma come sempre l’assenza di politici chiave ha trasformato l’incontro in un esercizio di retorica del no soprattutto a favore dell’amministrazione spoltorese, impedendo di andare avanti e di creare contenuti costruttivi (proprio quello che lamentano loro)”.
“Abbiamo”, aggiunge ancora, “appreso anche che la commissione presieduta dal Consigliere della Lega Pierpaolo Pace (Spoltore), non è mai stata convocata dal 2024 ad oggi: invitiamo il sopracitato Pace a mostrare eventuali documenti che smentiscano questa notizia, che se non smentita dimostra l’ennesimo tentativo da parte di Spoltore di osteggiare l’iter di fusione. Torniamo ad esortare le amministrazioni a mettersi al lavoro per completare l’iter e quindi realizzare una fusione giusta ed equa per i territori e i cittadini: ora non avete più scuse anche il referendum è stato archiviato, è il momento di lavorare per creare uno statuto e per ripartire i fondi sui territori, è ora che facciate quello che non avete fatto fino ad ora, lavorare per il bene comune e rispettare la volontà popolare espressa graniticamente dal referendum; abbiamo perso anni dietro i giochi di potere, è ora di recuperare”.



