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Teramo

Disturbi del linguaggio, screening rivolto ai bimbi fino a 3 anni negli ospedali della Asl di Teramo

Teramo. Al via lo screening volto all’individuazione di segnali precoci di disturbi primari del linguaggio o di ritardo neuropsicomotorio. L’unità operativa di Neuropsichiatria Infantile della Asl di Teramo promuove, per la terza edizione, lo screening rivolto ai bambini di età compresa tra i 18 e i 36 mesi.

Secondo studi scientifici internazionali i disturbi primari di linguaggio colpiscono circa il 7% della popolazione in età evolutiva con prevalenza superiore per il genere maschile; spesso si presentano in comorbilità con altri disturbi del neurosviluppo (disturbi della coordinazione motoria e difficoltà attentive o autoregolazione comportamentale, ritardi globali di sviluppo). Nel tempo tali disturbi si associano a un elevato rischio di sfociare in difficoltà di apprendimento scolastico con sequele neuropsicologiche e psicopatologiche e del funzionamento adattivo in età adolescenziale.

L’iniziativa è rivolta a tutto il bacino d’utenza della Asl di Teramo e si svolgerà dalle 14.30 alle 18.30 il 22 maggio nelle aule convegni degli ospedali di Teramo e Giulianova e il 29 maggio nelle aule convegni dei presidi di Atri e Sant’Omero.

Lo screening, gratuito e senza prenotazione, verrà effettuato attraverso la somministrazione ai genitori di questionari sullo sviluppo linguistico, neuropsicomotorio e sul funzionamento adattivo dei figli. Non è pertanto necessario portare i bambini. I genitori dei piccoli i cui test risulteranno positivi allo screening riceveranno, in una fase successiva, a mezzo mail, gli appuntamenti per un approfondimento diagnostico nella Neuropsichiatria Infantile di Teramo.

“Nelle due edizioni precedenti lo screening si è svolto a piazza Martiri e negli asili nido di Teramo, quest’anno abbiamo pensato di estendere tutta l’iniziativa all’intero territorio provinciale. Nel 2024 e 2025 lo screening sui disturbi del linguaggio ha identificato in totale 30 bambini a rischio per un disturbo dello sviluppo su 122 esaminati tramite i questionari alle famiglie pari ad un tasso di identificazione del 22,7%, il che vuol dire che un bambino su cinque presentava segnali che meritavano attenzione”, sottolinea Chiara Caucci, responsabile della Uosd Neuropsichiatria infantile.

“Questo screening rappresenta un ulteriore strumento messo in campo dalla nostra Neuropsichiatria infantile per identificare eventuali segnali di rischio per disturbi del neurosviluppo con il fine ultimo di arrivare a una diagnosi precoce e quindi a un intervento il più tempestivo possibile, perché sappiamo che intervenire precocemente e in alcuni fasi dello sviluppo di maggiore plasticità cerebrale permette di influire sull’evoluzione di un disturbo”, osserva il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia.

 

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